Donne morte di cancro al seno per un errore informatico: lo scandalo in Gran Bretagna

Sono oltre 450 le donne britanniche di età compresa tra i 68 e i 71 anni che dal 2009 non hanno ricevuto alcuna comunicazione per effettuare il controllo al seno. Di queste circa 270 sono morte.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Giovedì 3 maggio 2018

Donne morte di cancro al seno per un errore informatico: lo scandalo in Gran Bretagna
Foto Pixabay

Finisce nel mirino la Sanità britannica per la morte di centinaia di donne e per migliaia di diagnosi di tumore al seno mancate. Il Segretario di Stato per la Salute del Regno Unito, Jeremy Hunt ha pubblicamente fatto mea culpa e ha dichiarato di aver avviato un’inchiesta indipendente sul monitoraggio del cancro al seno nel Paese. Attualmente il sistema sanitario nazionale prevede mammografie di controllo triennali per tutte le donne a partire dai 50 anni. Per colpa di un algoritmo errato il meccanismo di calcolo dei controlli si è inceppato nel 2009, così 450 britanniche non hanno mai ricevuto l’invito a sottoporsi al monitoraggio.

Non si tratta dell’unico caso di malasanità del Regno Unito, è l’ennesimo effetto di una politica di tagli economici e al personale sanitario, volta a far quadrare bilanci sempre più ristretti. Questa volta a finire sotto al lente di ingrandimento sono le mammografie programmate. Il famoso algoritmo che avrebbe dovuto inviare gli avvisi di controllo al seno alle donne si è bloccato nel 2009: il risultato è che oltre 450 britanniche di età compresa tra i 68 e i 71 anni non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione. Di queste circa 270 sono morte. Dal canto suo Hunt ha sottolineato che con buona probabilità una parte di queste donne non sarebbe comunque sopravvissuta, pertanto il numero reale delle donne decedute per un effettivo mancato controllo potrebbe aggirarsi intorno alle 150 pazienti. Rimane tuttavia un fatto di enorme gravità: ‘È un grave errore del programma di monitoraggio, mi scuso con tutto il cuore e senza riserve per le sofferenze causate, ha aggiunto Hunt.

Al momento si stima ci siano circa 300 mila donne ancora in vita che entro fine mese dovranno essere contattate per lo screening urgente al seno. Per le pazienti decedute invece per cancro alla mammella si apre la strada di una lunga battaglia legale per ottenere un congruo risarcimento: ‘Sappiamo che questa rivelazione sarà terribile per alcune famiglie’, ha concluso Hunt, che ha rivolto le responsabilità dell’accaduto alla struttura amministrativa del sistema sanitario.

Tra gli uomini rimasti vedovi di donne vittime di un tragico errore informatico, Brian Gough, 77 anni, di Norfolk, ha raccontato all’Independent che nel 2009 sua moglie non ricevette alcuna lettera. Un anno più tardi si accorse di un piccolo nodulo al seno, che si rivelò poi un cancro al terzo stadio. ‘Forse se lo avessero diagnosticato prima si sarebbe salvata. Sono rimasto scioccato dalla notizia dell’errore dei pc, ma ho apprezzato la franchezza e le parole del segretario per la Salute’, ha spiegato l’uomo.