La felicità per le donne italiane sta nella cura del sé

La cura di sé e la bellezza sono fonte di felicità per le donne, ecco i risultati di una ricerca

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    La felicità per le donne italiane sta nella cura del sé

    Donne, bellezza e felicità: uno studio approfondisce il legame di questi elementi fornendoci una fotografia di ciò che pensano le italiane e quali sono le loro attitudini per ciò che riguarda la cultura del senso estetico, dell’eleganza, dell’armonia e dell’equilibrio. Lo studio è stato realizzato incrociando diverse fonti, come Istat, Censis, World Happiness Report, Ipsos Beauty Track , Osservatorio Immigrati, Gfk e Publicis Media on Global Webindex.

    ‘L’Osservatorio Beauty’ lanciato da L’Oréal Italia si occupa di produrre e coordinare ricerche quali-quantitative per approfondire la conoscenza sui consumatori. Prima della serie, un’analisi realizzata dal dipartimento Cmi sulle donne italiane e il loro rapporto con la bellezza, dalla quale emerge che la cura di sé e la bellezza sono fonte di felicità per le donne. Sarà anche per questo che le italiane sono molto interessate alla bellezza, più della media europea.

    Lo studio parte da un’analisi delle trasformazioni demografiche che si sono manifestate negli ultimi anni nel nostro Paese, tra cui: diminuzione delle nascite, forte invecchiamento della popolazione e aumento delle migrazioni. “Questi cambiamenti, che verosimilmente subiranno un’ulteriore accelerazione nel futuro, hanno determinato fenomeni di grande rilevanza per lo sviluppo sociale ed economico del nostro Paese, con impatti sul tessuto sociale, sullo sviluppo economico, sul mercato del lavoro e sulla salute dei cittadini”, si legge.

    Partiamo dal considerare che le donne sono 31 milioni, il 51% della popolazione italiana. E hanno un’aspettativa di vita di 85 anni contro gli 81 degli uomini. Sono inoltre più istruite degli uomini e raggiungono la laurea più dei colleghi maschi: sono il 56% del totale dei laureati in Italia. E questa è una peculiarità italiana ma va sottolineato che hanno maggiore difficoltà degli uomini a trovare lavoro: siamo penultimi in Europa per il tasso di occupazione femminile, che in Italia è pari al 48%, contro una media europea del 61%.

    Inoltre la differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile è del 18% contro una media europea del 10%. La differenza retributiva ha invece raggiunto il 20%: tra i dirigenti arriva al 39%. Infine, in Italia sono 3,1 milioni le donne che hanno un lavoro part time pari al 33% delle occupate. Ma per più della metà di loro (il 59%) si tratta di un part time involontario, che hanno dovuto accettare per la mancanza di offerte di lavoro a tempo pieno.

    Questi sono dati che fanno aumentare la percentuale delle donne che si dichiarano infelici, ma, guardando in positivo, ciò che rende felici le donne sono le relazioni (partner, famiglia, amicizie), il lavoro (realizzazione professionale, equilibrio lavoro/privato) e la cura di sé (alimentazione, salute, sport, cura corpo e bellezza). Ben il 62% delle donne italiane ritiene che prendersi cura di sé rappresenti un vero piacere rispetto al 46% della media europea.

    La ricerca ha anche evidenziato la dimensione sociale della bellezza, il 37% ha dichiarato di non uscire di casa se non con un aspetto perfetto (rispetto al 29% della media europea), perché in fondo la cura di sé è percepita come un dovere e non una scelta (43% contro 32%), e nel Sud Italia la percentuale sale al 51% e sale anche la voglia di acquistare prodotti (3% contro il 29% nel Nord Italia). Inoltre, le donne italiane ritengono che l’aspetto fisico sia la misura del loro successo (34% contro 26%).

    Emerge, inoltre, l’aspetto della cura del sé in relazione all’invecchiamento: infatti il 42% ha dichiarato di curare il proprio aspetto per sembrare più giovane (contro il 38%). Quasi il 40% ha dichiarato di avere paura di invecchiare (contro il 34%). Le donne italiane sono molto attratte dalle novità nel mondo dei prodotti di bellezza. Cresce anche l’attenzione agli ingredienti dei prodotti di bellezza (55% contro 49%). Ben il 63% preferisce prodotti con ingredienti naturali/biologici (63% contro 55%). Legato a questo aspetto troviamo l’attenzione alla ricerca scientifica e alla salute, il 57% (contro il 45%) lega l’efficacia del prodotto alla ricerca. Il 72% ritiene che avere uno stile di vita salutare sia importante per sentirsi bella rispetto al 66% della media europea e il 67% e considera che l’essere belli sia innanzitutto apparire in salute contro il 64%. Un’altra peculiarità dell’Italia è la fiducia nel consiglio degli esperti in particolare i dermatologi (42% rispetto al 34%), e si conferma la fiducia nelle grandi marche del beauty (41% contro il 27% della media europea).

    E’ anche vero che in Italia si stima ci siano circa 3 milioni di donne straniere su un totale di 5,7 milioni. Sono mediamente 10 anni più giovani delle donne italiane, più concentrate al Nord (59% contro il 46% delle italiane). Il 25% di loro vive nelle nostre metropoli (contro il 10% delle italiane). La provenienza è per il 57% da Europa centro-orientale, per il 18% da Asia e per 17% da Africa. Il 62% ha un lavoro. Per quanto riguarda il loro rapporto con la bellezza, il 67% cura molto la propria immagine, in particolare i capelli seguiti da viso e denti. Il 37% è interessato alle novità in ambito cosmetico e il 52% dichiara una preferenza per i cosmetici di marca. Il 65% usa abitualmente make-up per il viso, il 32% si colora i capelli, il 66% usa creme viso, il 55% creme corpo.

    Infine, uno sguardo al mondo digital: la penetrazione del digital presso le donne italiane è sensibilmente inferiore rispetto a ciò che succede nel resto d’Europa: 61% contro 76%. Le italiane visitano più spesso Google e Amazon e sono molto social: Youtube, Facebook e Instagram sono più visitati rispetto alla media europea. Infine, le beauty fan sono molto attive: il 57% segue pagine di marche cosmetiche, il 47% si dichiara sensibile al celebrity endorsement e il 30% usa i blog anche per ricerche su prodotti cosmetici.

    In collaborazione con AdnKronos