Biotecnologie: 15 progetti di startup italiane alla ricerca di investitori

Giovani idee italiane alla conquista del mercato, a Milano al 'BioInItaly Investment Forum & Intesa Sanpaolo StartUp Initiative'. La scienza che si mette in vetrina per convincere la finanza.

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    Biotecnologie: 15 progetti di startup italiane alla ricerca di investitori

    Si è conclusa con una due giorni a Milano l’edizione 2018, l’11esima, della StartUp Initiative / BioInItaly Investment Forum, punto di riferimento per l’innovazione nelle biotecnologie e life sciences in Italia, organizzata in partnership con Fondazione Filarete, Assobiomedica, Novartis, Bird Bird, il cluster Spring e Janssen (gruppo Johnson&Johnson), che a gennaio aveva visto il primo passo dell’iniziativa con la raccolta delle candidature durante un roadshow nazionale. Sono stati quindi scelti una ventina di progetti, che presso la Fondazione Filarete hanno seguito un percorso formativo con un ‘coach’ d’eccezione, l’investitore californiano Bill Barber che segue la StartUp Initiative di Intesa Sanpaolo. Al termine i protagonisti hanno simulato la loro presentazione di fronte a una platea di panelist selezionati fra investitori finanziari, esperti di settore e manager di impresa. Da lì le 15 idee finaliste – 8 biotech, 7 su healthcare e biomedicale – che hanno avuto accesso all’Investment Forum, illustrando ai potenziali finanziatori il proprio progetto con tanto di business plan.

    Le novità presentate in questa edizione sono tante, dal ‘super’ spazzolino a tripla rotazione che pulisce i denti in 10 secondi ai sensori indossabili che trasformano la riabilitazione in un videogioco. Dal sistema per ordinare medicine a domicilio a quello che monitora gli anziani a distanza, dalla terapia genica del colesterolo alto agli strumenti che servono a far arrivare un farmaco solo dove serve o rendere più sopportabile una chemio. Ma ci sono anche organi miniaturizzati su chip e bioreattori che riproducono il funzionamento di parti del corpo per testare nuove cure senza l’uso di animali, e programmi di ricerca per nuovi principi attivi ed eco cosmetici hi-tech amici dell’ambiente.

    E’ Riccardo Palmisano, presidente dell’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, Assobiotec che fa parte di Federchimica, a parlarci di questo evento, giunto all’11esima edizione: “Dalla prima edizione a oggi la manifestazione ha permesso di raccogliere oltre 43 milioni di euro per finanziare startup innovative nazionali, selezionate tra più di 500 progetti e grazie alla partecipazione di oltre 1.600 tra aziende e investitori ai 10 Investment Forum organizzati in questi anni. Numeri sempre in crescita, che testimoniano quanto sia apprezzata l’Italia capace di nuove idee e di una ricerca di alto livello. Un’Italia delle idee che bisogna aiutare nel processo di trasformazione della ricerca in prodotti e brevetti, sostenendone e accompagnandone lo sviluppo”.

    “In Assobiotec – ricorda il manager – crediamo a un investimento importante sul tema del trasferimento tecnologico, anche per favorire una sempre migliore collaborazione tra pubblico e privato; a interventi strutturali di defiscalizzazione e a incentivi per piccole realtà e startup, così come alla semplificazione burocratica. Solo continuando sulla strada aperta dai Governi degli ultimi anni si potranno realmente valorizzare le eccellenze scientifiche nazionali, garantendo parimenti un ritorno per il nostro Paese in termini di economia, competitività e occupazione qualificata”, conclude Palmisano.

    Maurizio Montagnese, presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center, ci parla invece dell’importanza di investire in nuove idee: “Le scienze della vita rappresentano uno dei settori più dinamici del manifatturiero italiano. Negli ultimi 10 anni, dal 2008 al 2017, le esportazioni sono infatti raddoppiate raggiungendo i 14,2 miliardi di euro: addirittura meglio dei tradizionali punti di forza del made in Italy come l’alimentare, il sistema moda e la meccanica. Questi risultati sono il frutto di un contesto favorevole, creato dalla presenza di forti competenze nel Paese. Università, strutture ospedaliere e centri di ricerca, unitamente a un tessuto produttivo formato da grandi imprese multinazionali o a solo capitale italiano, hanno consentito lo sviluppo di un ecosistema di primario livello per quanto riguarda Pmi e startup. In questo ambito Intesa Sanpaolo collabora fin dal 2010 al percorso di BioInItaly, rivolgendosi proprio a queste ultime due categorie di imprese per accompagnarle nel reperimento dei capitali e per favorirne l’accesso ai mercati internazionali”.

    In collaborazione con AdnKronos