Pagamenti digitali: a Milano prove generali per la City senza contanti

La manifestazione organizzata da Nexi ha trovato pieno appoggio dal Comune del capoluogo lombardo, fortemente interessato a valutare e mettere in pratica i progetti e non solo a patrocinare l’iniziativa

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    Pagamenti digitali: a Milano prove generali per la City senza contanti

    Il progetto del gruppo Coin Busters, formato da tre ragazzi romani, ha vinto il premio di 8mila euro messo in palio per i partecipanti dell’hackathon “Cashless Milano Hack”, la maratona-evento che rientrava nell’ambito della Milano Digital Week svoltasi al Base di Milano. Lo scopo della gara era premiare l’idea migliore che messa in pratica possa fare in modo che Milano sia una città cashless, una City senza contanti, in cui abitanti e turisti possano pagare qualsiasi bene o oggetto senza usare denaro contante. Oltre al primo premio di 8mila euro per il progetto vincitore ci sono stati anche 5mila euro e 2.500 euro per il secondo e terzo classificato

    Il primo progetto premiato al termine della maratona no-stop durata 26 ore è stato quello di Augusto Angeletti, Claudio Cancellieri e Lorenzo Raffi. La loro idea è semplice ma anche pratica, utile e fattibile: sostituire il denaro (monete e banconote) con il soldo digitale. Ossia dare alle persone la possibilità di caricare sulla propria carta elettronica le monete, per poterle poi spenderle all’occorrenza in città.

    Il Cashless Milano Hack, spiega l’assessore alla Trasformazione digitale e ai Servizi civici del Comune di Milano, Roberta Cocco, è stato “un evento molto interessante e importante all’interno della prima edizione della Milano Digital Week. Il nostro partner Nexi (insieme con CariploFactory e Codemotion che hanno curato l’evento) ha voluto sfruttare la tematica digitale per coinvolgere un’ottantina di sviluppatori e farli ragionare su uno dei temi più caldi: il cashless payment”. In Italia sul fronte dei pagamenti digitali “purtroppo siamo molto indietro: gira ancora moltissimo contante e molto operatori, più per abitudine e cultura, non sono ancora propensi ad accettare pagamenti digitali”.