Petizione di 700 medici canadesi: ‘Guadagniamo già troppo, non dateci l’aumento’

'Tutti lavorano in condizioni difficili, l'unica cosa immune dai tagli è la nostra remunerazione, non vogliamo quei soldi', hanno dichiarato i medici, che hanno chiesto la redistribuzione di quel denaro sullo stipendio di tutti gli operatori sanitari.

Pubblicato da Beatrice Elerdini Venerdì 9 marzo 2018

Petizione di 700 medici canadesi: ‘Guadagniamo già troppo, non dateci l’aumento’
FOTO PIXABAY

Arriva dal Canada ed è senza dubbio una buona notizia: settecento medici e specialisti hanno firmato una petizione per dire no all’aumento del loro stipendio. ‘Tutti lavorano in condizioni difficili, l’unica cosa immune dai tagli è la nostra remunerazione, non vogliamo quei soldi’. Ritengono di guadagnare già troppo e proprio per questo hanno deciso di battersi perché non gli venga accreditato alcun nuovo aumento in busta paga previsto dalla legge.

Un vero e proprio plotone di medici e specialisti canadesi ha detto a chiare lettere: ‘Non vogliamo l’aumento. Siamo contrari ai recenti aumenti salariali negoziati dai nostri sindacati. Sono aumenti scioccanti perché le nostre infermiere, impiegati e altri professionisti sono in condizioni di lavoro molto difficili, mentre i nostri pazienti non hanno accesso ad alcuni servizi a causa dei tagli drastici degli ultimi anni. L’unica cosa immune ai tagli è la nostra remunerazione’.

I medici nella loro lettera aperta hanno chiesto che i soldi dei loro aumenti vengano redistribuiti tra gli operatori sanitari: ‘Chiediamo che gli aumenti salariali concessi ai medici vengano cancellati e le risorse distribuite per il bene degli operatori sanitari e per fornire servizi sanitari degni a chi abita in Quebec’.

Il racconto di un’infermiera

La lettera dei medici è giunta alcune settimane dopo un post su Facebook di un’infermiera, diventato virale: la foto la ritraeva in lacrime era la terza notte in una settimana che lavorava e denunciava che c’era soltanto un’infermiera per 75 pazienti. ‘Piango per la stanchezza, non ho il tempo di cambiare il pannolone a una paziente incontinente perché ne devo aiutare un’altra e mi sento in colpa. Sono distrutta dal mio mestiere e mi vergogno del basso livello di cure che fornisco. Il mio sistema sanitario è malato e sta morendo’, sono le parole strazianti dell’infermiera.

« La réforme du système de la santé est un succès » -Gaetan Barette Voici le visage des soins infirmiers.Hey mon...

Pubblicato da Émilie Ricard su Lunedì 29 gennaio 2018