Lotta per una vita contro i peli e decide di non depilarsi più: ‘Mi sento più forte’

Leah Jorgensen, dal Wisconsin, soffre di irsutismo a causa della sindrome dell'ovaio policistico e per anni è stata vittima di bullismo per via dei peli. Ora, dopo anni a combattere tra rasoi e cerette, ha deciso di mostrare il suo corpo al naturale e di lottare contro il body shaming

Pubblicato da Lorena Cacace Giovedì 22 febbraio 2018

Lotta per una vita contro i peli e decide di non depilarsi più: ‘Mi sento più forte’
Una delle foto dal profilo Instagram di Leah

Ha lottato per una vita contro i peli a causa della sua malattia ma ora ha deciso di non depilarsi più e di mostrarsi al naturale per combattere contro il body shaming. Leah Jorgensen, dal Wisconsin, USA, ha raccontato la sua storia al Mirror perché spera di diventare un esempio per altre donne che, come lei, sono state vittime di bullismo per via del loro aspetto fisico. A causa della sindrome dell’ovaio policistico Leah soffre di irsutismo, per cui presenta peli dall’aspetto maschile in quasi tutto il corpo. Per anni si è sentita inadeguata e ha lottato contro i peli tra rasoi e cerette, finché ha deciso di amarsi per quella che è e ha mostrato il suo corpo al naturale, depilandosi solo il viso. “Da allora mi sento più forte”, confessa.

La sua patologia l’ha costretta per anni a depilarsi anche più volte al giorno. Fin dall’età di 14 anni ha cercato di camuffare la sua condizione indossando pantaloni e magliette a maniche lunghe durante tutto l’anno, evitando di mostrasi. Intorno ai vent’anni è iniziata la sua battaglia contro i peli, passando ore a radersi viso, petto, stomaco, braccia, gambe e schiena.

Il suo aspetto la faceva apparire inadeguata e il bullismo non l’ha aiutata di certo: per 12 anni ha evitato di andare dal dentista e il suo primo bacio l’ha avuto all’età di 27 anni.

“Non conoscevo donne come me”, ha raccontato al tabloid. “Il mio modo per affrontare la vergogna e l’imbarazzo era nascondermi: il mio obiettivo quotidiano era di passare il giorno senza che nessuno si accorgesse di quanto fossi pelosa”.

Qualcosa però è cambiato nella sua vita quando nel 2015 ha avuto un incidente stradale ed è finita in ospedale. Qui lo staff medico non ha pensato ai suoi peli o al suo aspetto ma solo a curarla. Durante il ricovero le persone hanno visto con i loro occhi quanto velocemente le ricrescessero i peli, ma non è stato un problema.

https://www.instagram.com/p/BcTg_yJAEUB/?taken-by=happyandhairy

“Mi sono resa conto che a nessuno importava del mio aspetto, mi vedevano solo come una persona: questo mi ha davvero aiutata”.

Da allora ha deciso di amarsi per quella che è, senza più depilarsi e senza più nascondersi. Non solo. Leah ha aperto un profilo Instagram in cui pubblica le sue foto, comprese quelle in bikini, per lottare contro il body shaming, trovando moltissime persone dalla sua parte.

“Mi sono resa conto che il problema non erano i peli ma come io mi percepivo rispetto agli altri”, ha spiegato. Da un anno ha così gettato rasoi e pinzette, trovando più forza e scoprendo la vera se stessa tanto da lasciare il suo lavoro in assicurazione, tornare al college e iniziare a lavorare con i bambini autistici.

“La gente mi fissa o prova a scattare foto, ma credo perché non veda in giro molte donne come me. Prima avevo paura quando le persone notavano i miei peli, ma ora li ho accettati e non me li rado più: sono una persona unica e va benissimo”, ha aggiunto. “Ora mi rado solo il viso ma non più come prima più volte al giorno: spesso mi capita ogni due o tre giorni”.

“È stato un vero percorso di auto consapevolezza. Spero che condividere la mia storia darà coraggio ad altre persone. Alle donne che soffrono di irsutismo voglio dire: non siete sole”.