A Tokyo una scuola impone divise scolastiche firmate Armani: genitori in rivolta

Polemiche in Giappone dove una scuola elementare nel rinomato quartiere Ginza a Tokyo ha deciso di cambiare tutte le divise scolastiche, anche per chi è all'ultimo anno, scegliendo un modello disegnato da Giorgio Armani dal costo di circa 600 euro. Il caso è arrivato in Parlamento, ma il preside ha annunciato di non voler far marcia indietro

Pubblicato da Lorena Cacace Lunedì 12 febbraio 2018

A Tokyo una scuola impone divise scolastiche firmate Armani: genitori in rivolta
Ansa

Polemiche in Giappone per la scelta di una scuola elementare del centrale quartiere di Ginza, a Tokyo, che ha deciso di cambiare tutte le divise scolastiche, scegliendo un modello firmato Giorgio Armani dal costo di 80mila yen, circa 600 euro. Secondo quanto riportano l’agenzia stampa Kyodo e diversi media locali, il caso è letteralmente esploso, con i genitori in rivolta, tanto da arrivare fino in Parlamento. Molte famiglie hanno protestato per il costo eccessivo della divisa e sono arrivate a farsi sentire fino ai massimi organi dello Stato: il ministro dell’Educazione Yoshimasa Hayashi ha dichiarato che vigilerà sulla vicenda ma il direttore dell’istituto non sembra intenzionato a fare marcia indietro.

Tutto è scoppiato quando la scuola elementare Taimei di Ginza, quartiere rinomato per lo shopping e sede di negozi di lusso, ha deciso di cambiare la divisa scolastica per tutte le classi, anche quelle dell’ultimo anno. Fosse stato solo il cambio, si poteva anche soprassedere, ma quando è arrivato il costo della divisa firmata Armani c’è stata una rivolta tra i genitori.

La scuola ha ricevuto cinque ricorsi e la questione è approdata in Parlamento. Il deputato Manabu Terada del partito di opposizione Kibo no to (Partito della speranza) si è rivolto alla Commissione bilancio della Camera bassa per chiedere un limite al prezzo delle divise.

Anche il ministro delle Finanze Taro Aso è intervenuto nel dibattito, dichiarando che non tutti possono affrontare una tale spesa e che sarebbe giusto limitare i prezzi delle divise.

La risposta dell’istituto per ora è stata inflessibile: niente marcia indietro sulle divise firmate, anche se, fanno sapere dal consiglio d’istituto, gli studenti non saranno obbligati a usarle.