Sanità e sicurezza dei dati: Melcarne (Ibm Italia) presenta la ‘rivoluzione’ Blockchain

In prima fila tra i settori che vivranno una rivoluzione grazie alla blockchain c'è la Sanità, dove la certificazione delle informazioni è fondamentale, ad esempio, per la protezione dei dati dei pazienti.

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 13 dicembre 2017

Sanità e sicurezza dei dati: Melcarne (Ibm Italia) presenta la ‘rivoluzione’ Blockchain

In un futuro che vede il mondo sempre più connesso, anche nel settore della sanità c’è sempre più bisogno di sicurezza, certificazione delle informazioni e protezione dei dati dei pazienti. La rivoluzione nel settore si chiama Blockchain, una tecnologia che mira a rivoluzionare il mondo dell’assistenza sanitaria. A spiegarci come funziona è Francesco Melcarne, executive IT Architect di Ibm Italia.

Come funziona la nuova tecnologia? Tecnicamente, Blockchain è un registro affidabile e distribuito con processi condivisi. Ogni attore della rete mantiene una copia (nodo) di un unico registro nel quale vengono trascritte le transazioni, la copia viene costantemente replicata con le altre copie con meccanismi ‘peer-to-peer’. Ogni nodo contiene una catena immutabile di blocchi di transazioni e ogni blocco è legato al precedente da un meccanismo crittografico che impedisce la modifica di transazioni senza la conseguente modifica di tutti i blocchi creati successivamente. E proprio l”immutabilità’ della Blockchain, insieme al meccanismo di replica tra nodi, crea una fonte unica di verità condivisa e inattaccabile.

“Sono più di 20 anni – spiega Melcarne – che con l’avvento del web pretendiamo che ogni volta che c’è una trasmissione di dati o una transazione, sia certificata. Abbiamo continuato a mantenere enti certificatori terzi di cui ci fidiamo, quando non ci fidiamo della controparte. Abbiamo richiesto la firma digitale, e che le banche certificassero l’uso delle carte credito. Questo ci ha limitati, perché ha lasciato intatti margini di contenzioso nel momento in cui dall’altra parte, per dolo o per colpa, sorge un problema”.

L’avvento di questa nuova tecnologia: “Fa sì che ogni qualvolta venga effettuato un trasferimento di beni, servizi o dati, questo trasferimento rimanga immutabile per sempre: se acquisto qualsiasi cosa su internet, la transazione viene ‘scritta’ su Blockchain e nessuno può modificarla: o è scritta, o non è avvenuta. Non è possibile tornare indietro e se si prova a farlo, ne rimane traccia. Si pensi all’utilità per difendersi, ad esempio, dalle vendite ‘doppie’ di case e appartamenti”.

Si tratta di “un cambio di paradigma totale – prosegue Melcarne – che garantisce l’immutabilità di ciò che viene trascritto, garantendo una fonte di verità unica quando ci sono scambi di informazioni. E in sanità questo potrà essere applicato nella gestione del fascicolo sanitario elettronico, dei pagamenti per le prestazioni sanitarie o delle pratiche assicurative di rimborso in caso di malattia o infortunio. Nel caso dei trial clinici, i promotori avranno la possibilità, grazie a Blockchain, di ottenere lavori scientifici finalmente certificati passaggio per passaggio”.

In sanità servirebbe a “Proteggere la catena di fornitura dei farmaci dalle contraffazioni, così come i pagamenti per le prestazioni sanitarie offerte da ospedali e cliniche private. E ancora, gestire in sicurezza i dati prodotti dagli studi scientifici, ma anche dai circa 30 miliardi di dispositivi sanitari indossabili che si prevede saranno attivi nel 2020 in tutto il mondo, collegati alla rete con applicazioni Iot (Internet of Things). Non dimentichiamo che secondo il Protenus Breach Barometer report, nel 2016 si sono contate 450 infrazioni di dati sanitari con un impatto su 27 milioni di pazienti.

A oggi sono in corso nuove ricerche volte ad applicare il registro distribuito agli aspetti critici della interoperabilità, sicurezza e universalità. “L’inserimento di una Blockchain – assicura l’esperto – può ridurre i problemi di interoperabilità tra i dati dei dispositivi e, contemporaneamente, creare una piattaforma sicura, privata e resistente per la memorizzazione dei dati. Inoltre permette l’utilizzo di un singolo metodo sicuro per proteggere l’identità e i dati del paziente attraverso controlli e identificazioni”, ma anche la gestione di reti di fornitori o la connessione di miriadi di dispositivi medici.

In collaborazione con AdnKronos