Catalogna, il Parlamento approva l’indipendenza. Rajoy: ‘Riporteremo la legalità’

Con 70 voti a favore, 10 contrari e 2 astenuti - e con i partiti anti indipendenza usciti per protesta dall'Aula - il Parlamento catalano approva la risoluzione di Junts pel Sí e CUP del governo di Carles Puigdemont e rende effettiva la secessione dalla Spagna. Immediata la reazione di Madrid: convocato il consiglio dei ministri per l'applicazione dell'articolo 155

Pubblicato da Lorena Cacace Venerdì 27 ottobre 2017

Catalogna, il Parlamento approva l’indipendenza. Rajoy: ‘Riporteremo la legalità’
La folla festeggia in strada a Barcellona / ansa

La questione dell’indipendenza della Catalogna giunge a un punto di non ritorno. Il Parlamento catalano ha approvato la proposta di indipendenza, arrivata dalla coalizione che sostiene il governo di Carles Puigdemont, con 70 voti a favore, 10 contrari e 2 astenuti e con i partiti anti indipendenza usciti dall’Aula al momento del voto segreto. “In virtù di quanto è appena stato votato, costituiamo la Repubblica catalana come stato indipendente e sovrano, di diritto, democratico e sociale, ha dichiarato la presidente del Parlament de Catalunya, Carme Forcadell, al termine delle votazioni. Applausi dall’Aula e grande festa per le strade di Barcellona dove si è riunito il popolo degli indipendentisti per festeggiare un passaggio storico. Immediata è arrivata la reazione del premier spagnolo Mariano Rajoy: “Chiedo a tutti gli spagnoli di rimare tranquilli. Lo stato di diritto riporterà la legalità in Catalogna”, ha scritto sul suo profilo Twitter.

Tra i presenti al voto storico del Parlamento catalano c’era il presidente de la Generalitat Puigdemont che non ha preso la parola e ha atteso l’esito del voto per festeggiare con un lungo applauso: come primo gesto simbolico, è stata tolta la bandiera spagnola dal Parlamento della Catalogna. Se per gli indipendentisti è il momento di festeggiare, non lo è per la maggioranza dei catalani che non ha votato al referendum dell’1 ottobre, ma soprattutto per il governo centrale, già pronto ad applicare l’articolo 155 della Costituzione spagnola.

Il futuro della Catalogna e dei rapporti con la Spagna è ora più incerto che mai. Dal canto suo, Puigdemont ora rischia anche l’arresto e un processo per sedizione, mentre Rajoy promette la sua destituzione e nuove elezioni entro sei mesi.

A dirlo è stato lo stesso premier spagnolo davanti al Senato che gli ha attribuito poteri speciali per intervenire nel governo dell’autonomia catalana, di fatto approvando l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola. Il ricorso all’articolo per la prima volta nella recente storia della repubblica spagnola è una “decisione eccezionale” presa davanti a una “situazione eccezionale” ha dichiarato Rajoy che ha intenzione di “destituire Puigdemont” e andare a nuove elezioni il prima possibile.

Indipendenza Catalogna, cosa succede ora?

Ora diventa più difficile capire cosa succederà con la dichiarazione unilaterale dell’indipendenza della Catalogna e l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione.

Il governo centrale di Rajoy, sostenuto da Ciudadanos di Albert Rivera e i socialisti del PSOE, ha già dichiarato di essere pronto a qualunque cosa pur di riportare la legalità in Catalogna. L’articolo 155 dà ampi poteri a Madrid per intervenire nelle autonomie che si distaccano dall’unità nazionale, senza però specificare quali.

Al momento sappiamo che Rajoy è deciso a destituire il governo di Puigdemont, commissariando il Parlamento e bloccando l’azione politica delle autorità catalane, ma potrebbe anche entrare direttamente nella gestione della radio e tv pubblica catalana, oltre a mettere i Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, sotto il governo centrale e non quello autonomo.

Anche la posizione dell’Unione Europea non è così certa: pur avendo chiarito di avere come solo interlocutore la Spagna, è stata più volte tirata in ballo dagli indipendentisti catalani che hanno chiesto un suo intervento come mediatore tra le parti, richiesta al momento rimasta inevasa.