Costretto a mangiare vomito e feci, poi viene ucciso dal patrigno a 8 anni

Gabriel per il compagno della mamma era gay, dunque la sua vita doveva essere un inferno. Torturato, seviziato, costretto ad andare a scuola vestito da donna. Sigarette spente sulla pelle, colpi con la mazza da baseball fino all'epilogo davanti agli occhi della madre che non ha mosso un dito per difendere suo figlio dalle grinfie del mostro

Pubblicato da Alessandro Pignatelli Giovedì 19 ottobre 2017

Costretto a mangiare vomito e feci, poi viene ucciso dal patrigno a 8 anni

Polizia Usa

Era convinto che il figlio della compagna, di appena 8 anni, fosse omosessuale. Per questo motivo, il patrigno lo costringeva a mangiare feci e vomito. Non solo: lo torturava letteralmente, spruzzandogli spray al peperoncino negli occhi. L’epilogo è stato tragico: Isauro Aguirre, di 32 anni, ha ucciso Gabriel colpendolo con una mazza da baseball e poi sparandogli un colpo di pistola. Colpevole come l’uomo, anche la mamma Pearl Fernandez, che ha assistito alla scena madre senza fare nulla.

La notizia viene riportata dal ‘Daily Mail’: per il 32enne di Los Angeles, Gabriel era gay e questa era una gravissima colpa. Da scontare in vita: dopo l’autopsia, infatti, sul corpo del bambino sono stati trovati tagli, lividi e scottature. Il piccolo pesava appena 26 chili, era dunque in grave stato di denutrizione. Secondo le indagini, per almeno otto mesi, il compagno e la mamma hanno picchiato e torturato Gabriel.

L’accusa, durante il processo che si sta tenendo in questi giorni a carico della coppia di seviziatori e assassini, ha spiegato in tribunale: “Isauro era convinto che Gabriel fosse gay, per questo ha reso la sua vita un inferno”. Aguirre ha confessato di aver ucciso il bambino, ma ha negato di essere lui l’autore delle torture e dei maltrattamenti. La madre della vittima, a sua volta, ha negato di essere coinvolta nella brutta vicenda.

Il processo è in corso a Palmdale. Jon Hatami, procuratore dell’ufficio distrettuale della contea di Los Angeles, è sicuro che il patrigno abbia spruzzato peperoncino negli occhi di Gabriel, lo abbia costretto a mangiare le proprie feci e il proprio vomito, gli abbia spento le sigarette sulla pelle, lo abbia picchiato con la mazza da baseball e alla fine lo abbia finito con la pistola. Scioccanti le dichiarazioni di Emily Rebar, infermiera dell’ospedale pediatrico di Los Angeles.

“Su ogni centimetro della pelle di Gabriel c’era qualcosa che non andava: è stato tagliuzzato e picchiato, la sua pelle era diventata di colore scuro, era così fredda al tocco”. Il difensore dell’omicida, John Allan, cerca così di limitare il danno: “Il mio cliente ammette l’omicidio, nega la tortura. Aguirre sta vivendo una situazione profondamente stressante e caotica. Nonostante l’abuso terribile, Isauro non aveva intenzione di uccidere Gabriel”. Secondo il procuratore, quando Aguirre e Pearl hanno chiamato il 911, “non l’hanno fatto per aiutare Gabriel, ma per coprire le loro colpe”.

Tra gli altri abusi che Gabriel avrebbe subito dal compagno della mamma l’obbligo a vestirsi da donna per andare a scuola. Sui telefoni della coppia, gli sms hanno confermato che i due imputati avrebbero “cospirato per torturare e uccidere Gabriel e poi coprire il suo omicidio”.