Giornalista uccisa a Malta, chi era Daphne Caruana Galizia

La giornalista e blogger maltese è stata uccisa nell'esplosione della sua auto a Bidnija, nella zona centro-settentrionale dell'isola, nei pressi della sua abitazione. Era nota per le sue inchieste sulla corruzione ed era titolare dell'inchiesta sui MaltaFiles, filone locale nato dai Panama Papers: 15 giorni prima era stata minacciata

Pubblicato da Lorena Cacace Martedì 17 ottobre 2017

Giornalista uccisa a Malta, chi era Daphne Caruana Galizia
Daphne Caruana Galizia / ansa

La giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia è stata uccisa a Malta nell’esplosione della sua auto a Bidnija, nella zona centro-settentrionale dell’isola. La giornalista era molto nota nel Paese e si occupava di corruzione: era la titolare dell’inchiesta denominata MaltaFiles, filone locale nato dai Panama Papers. Tra i personaggi coinvolti nelle sue indagini c’era anche il premier maltese Joseph Muscat che ha condannato il “barbaro attacco”, dicendosi scioccato. “Non mi fermerò finché non sarà fatta giustizia. Il Paese merita giustizia”, ha detto Muscat. Per le indagini sono arrivati sull’isola anche uomini dell’Fbi, in supporto alle autorità maltesi. Chi era Daphne Caruana Galizia e quali potrebbero essere i motivi del suo brutale assassinio?

Secondo quanto riferisce la stampa locale, la giornalista aveva sporto denuncia per minacce di morte 15 giorni prima dell’esplosione che ha fatto saltare in aria la sua auto, una Peugeot 108, che aveva noleggiato per non essere rintracciata. L’esplosione è avvenuta nel pomeriggio del 16 ottobre: secondo quanto ricostruito dal premier Muscat, Daphne Caruana Galizia era appena uscita di casa da Mosta, una cittadina vicino alla capitale La Valletta. A ritrovarla è stato Matthew, uno dei suoi tre figli, allertato dallo scoppio.

Circa mezz’ora prima della sua morte, la giornalista aveva scritto un post sul suo blog daphnecaruanagalizia.com (qui il link all’originale) su cui seguiva quotidianamente le sue inchieste sulla corruzione. A chiusura del pezzo, aveva lasciato una frase che ora suona quasi profetica: “Ci sono criminali ovunque io guardi ora. La situazione è disperata“.

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Tra i primi a omaggiare la memoria e il lavoro di Daphne Caruana c’è stato il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, che ha paragonato il suo assassinio a quello di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano ucciso dalla camorra (qui il nostro ritratto).

Daphne Caruana Galizia, la biografia della giornalista uccisa

Daphne Caruana Galizia, 53 anni, un compagno e tre figli, era nata il 26 agosto 1964 a Sliema. Dopo gli studi e la laurea in archeologia, si era dedicata al giornalismo, lavorando come redattrice per il The Sunday Times e come redattrice associata per The Malta Independent ed è stata direttrice della rivista Taste & Flair.

È stato con il blog Running Commentary, con cui segnalava le novità investigative e le commentava, a renderla nota al grande pubblico. Tra i blog più letti a Malta, le era costato non pochi problemi: nel 2010 era stata citata per calunnia e diffamazione da un magistrato, Consuelo Scerri Herrera, che aveva criticato dalle pagine del blog. Il procedimento era stato archiviato nel novembre 2011.

Nel corso degli anni era diventata una figura di riferimento del giornalismo investigativo maltese: tra i suoi obiettivi l’attuale premier Muscat, finito nell’inchiesta fin da quando era all’opposizione, ma anche l’ex capo dell’opposizione, Simon Busuttil, ex leader del partito nazionalista.

Fu lei la prima a dare la notizia del coinvolgimento di Konrad Mizzi e Keith Schembri, rispettivamente capo dello staff di Muscat e ministro dell’Energia e della Salute, nei Panama Papers. La sua inchiesta, MaltaFiles, era finita al centro dell’attenzione mediatica e politica maltese: dal blog, Caruana sosteneva che la società panamense Egrant era di proprietà di Michelle Muscat, moglie del primo ministro maltese.

Lo scandalo che ne seguì portò a elezioni anticipate, vinte dai laburisti di Muscat che ha sempre negato ogni illecito suo e della moglie.

Per la denuncia costante della corruzione e del malaffare era stata criticata dalla maggioranza di governo e dalle opposizioni, compreso il nuovo leader del partito d’opposizione nazionalista, Adrian Delia. Politico l’aveva definita una “one-woman WikiLeaks”, inserendola tra le 28 personalità che “agitano l’Europa” grazie alla sua inchiesta internazionale indipendente, incentrata sul presunto ruolo di Malta come “base pirata per l’evasione fiscale in UE”.