Blue Whale, l’ideatore Budeikin: «Ho spinto i ragazzi al suicidio per purificare la società»

Philipp Budeikin, 22enne russo ideatore del Blue Whale, è stato arrestato per istigazione al suicidio: «Non sono pentito di aver fatto suicidare quei ragazzi, anzi, un giorno mi ringrazierete»

Pubblicato da Francesco Minardi Mercoledì 17 maggio 2017

Blue Whale, l’ideatore Budeikin: «Ho spinto i ragazzi al suicidio per purificare la società»

Verrebbe voglia di portare Philipp Budeikin, l’ideatore del folle e macabro gioco del Blue Whale, davanti ai genitori dei ragazzi che ha spinto al suicidio dopo giorni e giorni di sadico lavaggio del cervello. Per vedere se questo giovane psicopatico ha il coraggio di ripetere davanti a loro ciò che ha detto alla polizia durante l’interrogatorio.
Philipp Budeikin, 22enne russo ideatore del Blue Whale, è stato infatti arrestato. Ha inventato lui (forse non da solo) questo macabro gioco che ha portato al suicidio di centinaia di adolescenti in Russia. Come raccontato dalla Iena Matteo Viviani, il Blue Whale è nato in Russia ma si starebbe diffondendo nel resto del mondo, arrivando in Italia, dove nei mesi scorsi un ragazzino si è buttato dal palazzo più alto di Livorno.

Budeikin agli inquirenti non si è detto affatto pentito di aver spinto centinaia di adolescenti a uccidersi saltando dai palazzi più alti delle loro città, facendosi riprendere in video dagli amici che assistevano inebetiti alla scena: «Non sono pentito di ciò che ho fatto, anzi: un giorno capirete tutti e mi ringrazierete». Budeikin, studente di psicologia, è in carcere a San Pietroburgo con l’accusa di aver istigato al suicidio almeno una quindicina di adolescenti negli ultimi mesi in Russia. Visto che i casi di suicidi superano le centinaia, come detto, appare evidente che di Philipp Budeikin ce ne sono tanti e ancora liberi di attirare ragazzini su Vk, il Facebook russo, soggiogandoli fino a spingerli al suicidio.

Ecco le inquietanti dichiarazioni di Budeikin: «Ci sono le persone e gli scarti biologici. Io selezionavo gli scarti biologici, quelli più facilmente manipolabili, che avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società. Li ho spinti al suicidio per purificare la nostra società. Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza». Non servono commenti.