Elezioni europee 2014, seggi elettorali aperti: al via la maratona

Elezioni Europee: Paesi Bassi, Gran Bretagna, Irlanda, Repubblica Ceca, Dipartimenti francesi d'oltremare, Malta e Lettonia al voto per il rinnovo del Parlamento Europeo. Domenica 25 maggio tocca all'Italia.

Pubblicato da Kati Irrente Sabato 24 maggio 2014

Elezioni europee 2014, seggi elettorali aperti: al via la maratona

Mentre in Italia si attende domenica 25 per esprimere il voto per le Elezioni Europee 2014, i Paesi Bassi hanno aperto i seggi giovedì alle 6.30 del mattino ed è partita ufficialmente la maratona elettorale che consentirà di rinnovare il Parlamento Europeo. Anche i cittadini della Gran Bretagna si sono già recati alle urne in questo giorno. Venerdì è toccato a Irlanda e Repubblica Ceca e sabato si vota in Lettonia, Malta, Dipartimenti francesi d’oltremare e Slovacchia. Infine domenica in Italia e nei restanti Paesi dell’Ue. Segui la pagina NanoPress dedicata alle elezioni europee.

Paese
Affluenza
Paesi Bassi
37%
Gran Bretagna
40%
Irlanda
Republica Ceca
25%
Lettonia
Malta
Slovacchia
Al voto
Dip. francesi d’oltremare
Austria
Vota il 25
Belgio
Vota il 25
Bulgaria
Vota il 25
Croazia
Vota il 25
Cipro
Vota il 25
Danimarca
Vota il 25
Estonia
Vota il 25
Finlanda
Vota il 25
Francia
Vota il 25
Germania
Vota li 25
Grecia
Vota il 25
Italia
Vota il 25
Lituania
Vota il 25
Lussemburgo
Vota il 25
Polonia
Vota il 25
Portogallo
Vota il 25
Romania
Vota il 25
Slovenia
Vota il 25
Spagna
Vota il 25
Svezia
Vota il 25
Ungheria
Vota il 25

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Olanda

Gli olandesi possono contare su 26 eurodeputati da eleggere.

Per loro, le operazioni di voto sono cominciate alle 6,30 del mattino di giovedì 22 maggio.

Il primo dato arriva dall’Olanda e riguarda la bassa affluenza, ma non catastrofica: solo il 37% degli aventi diritto si è recato alle urne.

Alle ultime Elezioni Europee, quelle del 2009, gli olandesi che sono andati a votare sono stati il 36,75% degli aventi diritto.

Le agenzie internazionali hanno diffuso la notizia che il primo europeo ad esprimere la sua preferenza è stato il sindaco di Maastricht, Onno Hoes.

Nonostante sia proprio a Maastricht che si sono gettate le basi per la nascita dell’Euro – con i famosi trattati dei primi anni ’90, sia i Paesi Bassi che la Gran Bretagna – altra nazione alle urne nella giornata di oggi – potrebbero vedere la vittoria dei cosiddetti partiti euroscettici della destra radicale ed antieuropea.

Ad Amsterdam, alcuni elettori sono stati fermati all’uscita dei seggi elettorali, ed è stato chiesto loro come vedono il futuro dell’Europa.

Una residente ha risposto: “Non sono del tutto positiva sul futuro europeo“, e cè da dire che questa non è una voce fuori dal coro, “perchè essere un’unione non sempre fa migliorare le cose“.

Dall’introduzione della moneta unica tutto è diventato più caro e questo non mi piace“, ha concluso.

Certo che sono positivo“, risponde invece un altro elettore, sempre residente nella famosa città olandese: “dobbiamo tanto all’Unione Europea“, dice ottimista.

In questo momento c‘è un sentimento di sfiducia e non credo sia giusto“, prosegue.

Basta pensare a quanti lavori sono stati creati e l’apertura delle frontiere è stato un grande vantaggio“, conclude con un sorriso.

Gran Bretagna

Come anticipato, anche in Gran Bretagna, alle 8 (le 9 in Italia) di giovedì si sono aperti i seggi per l’elezione dei 73 deputati che rappresenteranno il Regno Unito.

I cittadini devono votare anche per rinnovare 161 consigli locali in Inghilterra e 11 in Irlanda del Nord.

I risultati delle elezioni locali saranno disponibili già domani, mentre quelli delle europee domenica sera come per tutti gli altri Paesi dell’Ue.

Nel 2009, alle ultime Elezioni europee, a votare nel Regno Unito andarono il 34,7% degli aventi diritto, mentre quest’anno si è arrivato al 40% dell’affluenza.

Irlanda

Gli eletti per l’Irlanda sono 11. A Dublino la consultazione elettorale arriva cinque mesi dopo l’uscita del Paese da un programma di salvataggio imposto da Ue e Fondo monetario internazionale.

In base ai sondaggi risultano favoriti i partiti di governo.

Tra questi, Fine Gael, il principale partito irlandese (popolari) che potrebbe ottenere 4 eletti.

Dovrebbe ottenere un risultato positivo anche Fianna Fáil (centrodestra, non all’esecutivo, fa parte dell’Alde), mentre meno influenti sembrano i partiti euroscettici.

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Repubblica Ceca

In Repubblica Ceca la stima dell’affluenza è estremamente bassa: secondo la tv pubblica Ct24, non supera il 25%. Nel Paese dove si è votato in due giorni. L’ex presidente euroscettico Vaclav Klaus ha dichiarato che le elezioni europee sono inutili e non cambiano niente. Secondo l’agenzia Focus, il 48% dei cechi condivide la sua opinione.