Andare al Gay Pride è cosa buona è giusta (e dovremmo farlo tutti)

Quest'anno sono 26 le città italiane in cui si celebrerà il Gay Pride: Milano, Roma, Siena, Bologna, Palermo, Perugia e non solo. Giornate in cui, con il sorriso e la musica, si continuerà a manifestare per i diritti della comunità LGTB. Ma oggi, più che mai, dovremmo partecipare tutti per difendere il diritto di amare.

Pubblicato da Gaia Magenis Lunedì 18 giugno 2018

Andare al Gay Pride è cosa buona è giusta (e dovremmo farlo tutti)

Giugno è il mese del gay pride: in tutta Italia si organizzano vere e proprie marce sotto il simbolo della bandiera arcobaleno. Ancora oggi, purtroppo, si pensa che queste manifestazioni siano delle mere baracconate fatte di glitter e tacchi alti, e proprio per questo dovremmo parteciparvi tutti. Per rivendicare il diritto di amare senza se e senza ma.

pride nano
Photo by yoav hornung on Unsplash

Ancora oggi, anno in cui il Gay Pride sfila in ben 26 città diverse d’Italia, si continua a pensarla come una manifestazione dedicata alla comunità LGBT e che non tocchi, in alcun modo, il mondo degli etero. Un errore gigantesco che, nella società moderna, si commette sempre più spesso: guardare il proprio orticello e non pensare che se gli altri stanno bene anche noi staremo meglio.

Proprio per questo tutti – adulti, bambini, single, coppie, famiglie e non solo – dovrebbero partecipare al Pride sotto un unico motto: #LoveIsLove.

Partecipare per difendere il diritto di essere una coppia senza paura di insulti, minacce o simili.

Partecipare per chi ha ancora paura di rivelarsi al mondo.

Partecipare per chi ha perso la vita pur di non nascondersi.

Partecipare per insegnare a chi c’è e a chi ci sarà che non ci sono differenze di colore, di etnie e di orientamenti sessuali.

Partecipare per insegnare alle nuove generazioni che le famiglie sono di tutti colori, arcobaleno o non.

Partecipare per dimostrare che sì, il mondo gay è fatto anche di lustrini, tacchi alti e drag queen ma che, alla fin fine, siamo tutti il vicino della porta accanto.

Partecipare per dire ‘grazie’ a chi ha lottato contro a tutto e tutti per ottenere quei diritti che fanno bene sia alla comunità gay che a quella etero.

Partecipare per dimostrare che le lotte possono essere fatte con il sorriso, con gli abbracci, con i baci.

Partecipare per smetterla di considerare atipiche le famiglie con due mamme, due papà, una sola mamma o un solo papà.

Partecipare per dimostrare che l’amore non appartiene a nessun simbolo politico.
pride nano che ti sveglia
Photo by Levi Saunders on Unsplash

Partecipare perché si nasce con un’orientamento sessuale, non lo si sceglie crescendo.

Partecipare perché se esistono le unioni civili lo si deve alla comunità LGTB.

Partecipare per metterci la faccia e dimostrare al mondo che siamo più forti dell’odio.

Partecipare per dimostrare che non ci saranno Family Day o Sentinelle che tengano.

Partecipare per rivendicare il diritto di amare in tutti i sensi.

‘It’s Human Pride’