Manovra finanziaria 2020: c’è l’accordo, M5S esulta

Cambia la manovra finanziaria 2020: esulta il Movimento 5 Stelle. Accolta la richiesta del M5S sul carcere per i grandi evasori, rimandati a luglio 2020 la riduzione del tetto al contante e l’obbligo del Pos per i commercianti

Pubblicato da Luca Fiori Martedì 22 ottobre 2019

Manovra finanziaria 2020
Foto Getty Images | Sean Gallup

*Aggiornamento 22 ottobre 2019*

Sembra essersi ricomposta la frattura apertasi negli ultimi giorni all’interno della maggioranza di governo, in particolare tra il capo politico del M5S Luigi Di Maio e il Premier Giuseppe Conte: un nuovo vertice di maggioranza sulla manovra finanziaria 2020, andato in scena ieri sera a Palazzo Chigi ha permesso ai partiti di governo di trovare un nuovo accordo sul decreto fiscale e sull’intera manovra, dopo l’approvazione salvo intese di una settimana fa. Probabilmente le discussioni e le divergenze sulla legge di bilancio 2020 non termineranno con questa nuova intesa, che comunque rappresenta un significativo traguardo dopo i reciproci attacchi e gli ultimatum degli ultimi giorni.

Ad esultare è in particolare il Movimento 5 Stelle, che vede accolte la maggior parte delle proprie richieste, a partire dal carcere per i grandi evasori: per chi evade una somma superiore ai 100.000 euro viene infatti prevista una pena dai 4 agli 8 anni di carcere, alla quale si va ad aggiungere una confisca per sproporzione. La norma, che comunque entrerà in vigore solo una volta approvata dal Parlamento, viene definita dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede “un risultato epocale, un messaggio importante a tutti cittadini italiani che lavorano e pagano onestamente le tasse”.

Ad esultare è anche il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il quale parla di “grande risultato sulla manovra finanziaria 2020” e, oltre al carcere per i grandi evasori, riesce ad ottenere anche il rinvio a luglio 2020 delle sanzioni sul Pos, in attesa di un accordo sulla riduzione delle commissioni bancarie. A luglio 2020 viene rinviata anche la riduzione del tetto al contante, norma contrastata in particolar modo dal partito di Matteo Renzi.

Resta invece ancora aperta la questione legata al regime forfettario per le partite Iva fino a 65.000 euro, altro nodo che nei giorni passati aveva provocato diverse tensioni all’interno della maggioranza di governo. A tal proposito Luigi di Maio assicura che la questione “sarà oggetto della discussione nei prossimi giorni” e che “il regime forfettario resterà al 15%”. Motivi del dibattito sono in particolare le questioni relative al calcolo analitico del reddito su cui applicare la flat tax e il tetto alle spese per gli investimenti, misure che il Movimento 5 Stelle vorrebbe eliminare.

Nel frattempo è arrivata una lettera dell’Ue che chiede all’Italia chiarimenti sulla manovra economica, in particolare per quanto riguarda la questione della riduzione del debito, elemento non rispettato secondo Bruxelles. Sia dal commissario Pierre Moscovici che dal governo italiano arrivano comunque rassicurazioni su un clima disteso e di dialogo tra le parti. Attesa per domani la risposta dell’Italia a Bruxelles.

Manovra finanziaria 2020: approvazione salvo intese

È arrivato nella notte di mercoledì 16 il via libera al documento programmatico di bilancio per il 2020, la manovra finanziaria approvata salvo intese.

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi nella serata di martedì 15, ha approvato la legge di bilancio, e il decreto fiscale collegato, con una manovra finanziaria salvo intese. Ciò significa che i documenti potranno essere successivamente integrati e corretti prima dell’invio al Parlamento e della pubblicazione: diversi infatti ancora i nodi da sciogliere, su tutti quelli relativi a Quota 100 – che al momento rimane – e la diminuzione del tetto al contante, sui quali già vengono annunciati emendamenti. Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono le novità principali introdotte con questa manovra finanziaria 2020 e quali potrebbero essere i suoi effetti sull’economia italiana e sui cittadini.

Le novità introdotte e i possibili effetti economici della manovra finanziaria 2020

Si tratta di una manovra intorno ai 30 miliardi di euro, di cui circa la metà destinati al disinnesco delle clausole di salvaguardia: ciò significa che viene scongiurato, almeno per il 2020, l’aumento dell’Iva, motivo principale, stando alle dichiarazioni dei protagonisti, della nascita dell’attuale governo. Di questi 30 miliardi circa la metà saranno finanziati attraverso un aumento del deficit pubblico, che sale al 2,2%: di conseguenza ad aumentare sarà anche il debito pubblico. Le coperture per l’intera manovra finanziaria 2020 ammontano dunque a circa 15 miliardi di euro, da reperire in primis attraverso la lotta all’evasione fiscale, interventi sulla flat tax e una serie di aumenti fiscali.
Oltre allo stop all’aumento dell’Iva, una delle principali voci di spesa è rappresentata dalla riduzione del cuneo fiscale, provvedimento per cui le tasse a carico dei lavoratori dipendenti diminuiranno di 3 miliardi nel 2020. Le modalità di attuazione del taglio vengono rimandate però ad un provvedimento successivo alla manovra.
Altra importante voce di spesa è quella relativa al cosiddetto green new deal, che stanzia più di 3 miliardi l’anno per le misure relative allo sviluppo sostenibile.
Previsti poi un fondo da 600 milioni da destinare a favore delle famiglie, con sconti per gli asili nido a partire dal mese di settembre – per i redditi più bassi la retta viene azzerata – la cancellazione del superticket in sanità e l’aumento delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni delle facciate esterne degli edifici. Confermate infine le risorse per il proseguimento del programma “Industria 4.0”.

Piano antievasione: favorita la tracciabilità dei pagamenti

Per quanto riguarda le coperture, come ricordato più sopra, la voce principale della manovra finanziaria 2020 è costituita da un ambizioso piano antievasione voluto fortemente dal Presidente del Consiglio Conte, Italia cashless: l’obiettivo è quello di favorire la tracciabilità dei pagamenti e dunque di ridurre l’utilizzo del contante, il cui tetto passerà da 3.000 a 2.000 euro nel 2020 e a 1.000 euro dal 2022, attraverso l’inserimento di un superbonus da 3 miliardi di euro da destinare dal 2021 a chi fa specifici acquisti pagando con le carte. Prevista inoltre una lotteria con estrazioni e premi speciali per i pagamenti con moneta elettronica, oltre a sanzioni per chi non accetta questo genere di pagamenti. Sanzioni inasprite anche per quanto riguarda la dichiarazione fraudolenta, reato per cui vengono previsti 8 anni di carcere. Introdotte infine diverse misure per ridurre le frodi fiscali.
Per quanto riguarda le partite Iva, viene abolita la flat tax per i redditi dai 65.000 ai 100.000 euro.
Infine, come si accennava precedentemente, previsti alcuni aumenti fiscali, dalla digital tax al 3% per i colossi del web a partire dal 2020, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 600 milioni di euro, alla tassa green sugli imballaggi di plastica da un euro al chilogrammo, con incassi stimati intorno agli 800 milioni per il 2020 e quasi 1,5 miliardi a regime. Introdotta anche la sugar tax, la tassa sulle bevande zuccherate, già presente in altri paesi. Aumentano infine le tasse sui giochi e le imposte ipotecarie sul trasferimento degli immobili tra privati.

Queste dunque le novità principali introdotte dalla manovra finanziaria 2020 varata dal governo giallorosso, all’interno del quale, anche dopo l’arrivo dell’ok in CdM, non si placano i malumori e le tensioni: a creare le maggiori frizioni è la questione della stretta al contante, voluta da Conte e dal Pd e attaccata fortemente da Luigi Di Maio – che nel frattempo reclama a gran voce un nuovo CdM sulla manovra – e da Italia Viva, che annuncia emendamenti. Altro nodo è quello relativo a Quota 100, provvedimento difeso dai grillini e avversato dal partito di Renzi, che almeno per il 2020 resterà in vigore. Da parte sua Conte afferma di essere pronto ad un nuovo confronto sulla manovra con i partiti di governo.
Sta di fatto che, secondo diversi commentatori, ci troviamo di fronte ad una manovra che probabilmente manca di coraggio e che, a ben guardare, non si discosta molto, come impostazione, dalle manovre varate dai precedenti governi negli scorsi anni. In particolare, a mancare è una seria politica di investimenti e di sostegno alle imprese che favorisca la produzione, mentre ad aumentare sono deficit e tasse. Difficile dunque pensare che tale manovra possa rilanciare la crescita economica italiana – il governo stesso prevede una crescita potenziale del pil dello 0,1 % tra il 2020 e il 2021. Resta il fatto che l’obiettivo fondamentale che il governo Conte bis si era posto, quello di scongiurare, almeno per il 2020, l’aumento dell’Iva – scenario che avrebbe penalizzato fortemente l’economia e i cittadini italiani – è stato centrato.