Fisco: controlli sui conti correnti a valanga con la riforma Monti

Un software avvertirà i funzionari del Fisco qualora su un conto corrente si verifichi uno scostamento significativo fra quanto depositato e quanto dichiarato in sede di dichiarazioni dei redditi

Pubblicato da Redazione NanoPress Martedì 7 maggio 2019

Fisco: controlli sui conti correnti a valanga con la riforma Monti
Il logo dell'Agenzia delle Entrate. ANSA/GIUSEPPE LAMI

I segugi dell’Agenzia delle Entrate hanno un’arma in più contro gli evasori e il lavoro nero: sarà a breve in funzione la riforma della superanagrafe dei conti correnti voluta dal governo Monti nel 2012. Più volte annunciato e più volte rimandato, ecco che il Grande Fratello del Fisco si prepara finalmente ad entrare in azione. Gli ispettori potranno avere accesso ai conti correnti degli italiani per effettuare verifiche qualora la loro attenzione dovesse essere attirata da uno scostamento fra i movimenti sul conto corrente del cittadino e quanto da lui dichiarato in fase di dichiarazione dei redditi.

Il meccanismo era già stato messo in atto in via sperimentale nel periodo d’imposta 2013-2014 ma adesso, dopo l’adesione delle banche e il via libero del Garante della Privacy, si attende solo il provvedimento finale dell’Agenzia delle entrate perché inizino i primi controlli sulle persone fisiche. Il software è già pronto e il personale dell’Agenzia è stato formato.

Questo nuovo Risparmiometro metterà dunque a confronto il saldo del conto corrente fra i vari anni e cercherà incongruenze tra quanto depositato e quanto dichiarato.
Il campione di italiani prescelto è quello che risponderà a determinati parametri. In caso di scostamento del 20% da un anno ad un altro scatterà la verifica fiscale, che non sarà automatica ma vedrà l’intervento di operatori umani.

I contribuenti potranno sempre e comunque far valere le proprie ragioni e produrre documentazioni a discolpa.
E, in caso fossero con le spalle al muro, possono sempre incrociare le dita e sperare nell’ennesimo condono che, anno dopo anno, i politici giurano essere sempre l’ultimo.