Pensioni Quota 100 a 62 anni: la riforma della Lega alleggerisce gli assegni

Con la riforma della Lega gli assegni potrebbero essere inferiori a quelli garantiti dalla Legge Fornero

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 24 settembre 2018

Pensioni Quota 100 a 62 anni: la riforma della Lega alleggerisce gli assegni
/ ansa

Matteo Salvini è impegnato a disfare la legge Fornero e a cambiare parte del meccanismo per accedere alla pensione, ma bisogna fare attenzione: la quota 100, ossia l’ipotesi di entrata in pensione in anticipo rispetto alla Fornero, potrebbe portare al taglio degli assegni per i futuri pensionati. In sostanza, se l’ipotesi passa, si potrà andare in pensione prima, è vero, ma si riceve anche un assegno INPS più leggero.

Matteo Salvini sta pensando di riformare la Legge Fornero introducendo la pensione anticipata con la cosiddetta quota 100 e un’età pensionabile minima pari a 62 anni (per cui saranno sufficienti 38 anni di contributi per accedere all’assegno). Varie sono le ipotesi al vaglio dell’esecutivo, tra cui anche la quota 100 con almeno 36 o 37 anni di contributi.

Il meccanismo è spiegato da Enrico Marro sul Corriere della sera. Le ipotesi allo studio degli economisti della Lega sono tre, servono per far quadrare i conti della Quota 100 e ridurre il costo della riforma (si prevede una spesa di 5 miliardi l’anno).

La prima ipotesi di ”quota cento” prevede che la pensione anticipata venga calcolata col metodo contributivo (meno vantaggioso) per i versamenti successivi al 1995. In tal caso l’importo della pensione si potrebbe ridurre fino al 10-15%. Inoltre il conteggio di contributi figurativi non supererebbe i due anni.

La seconda ipotesi prevede un taglio di 1-1,5% della pensione per ogni anno di anticipo rispetto a 67 anni. Per esempio, uscendo dal lavoro a 62 anni, l’assegno sarebbe tagliato fra il 5 e il 7,5% l’anno, fino al raggiungimento dei 67 anni, quando scatterebbe la pensione piena.

La terza ipotesi prevede un taglio permanente ma più basso: si parla di mezzo punto percentuale (o anche un punto) per ogni anno di anticipo.

In ogni caso, tra le ipotesi al vaglio degli esperti del governo Conte, le ultime due alleggerirebbero la pensione meno del calcolo contributivo.