Addio al cambio dell’ora già nel 2019: obiettivo superare le differenze tra gli Stati

'L'ultimo cambio delle lancette avverrà a marzo 2019 o a ottobre 2019', ad assicurarlo è il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker

Pubblicato da Beatrice Elerdini Giovedì 13 settembre 2018

Addio al cambio dell’ora già nel 2019: obiettivo superare le differenze tra gli Stati

Addio al cambio dell'ora la Commissione Europa proporrà l'abolizioneAddio al cambio dell'ora la Commissione Europa proporrà l'abolizioneFoto Pixabay

Dovremo dire realmente addio al cambio dell’ora in tutta Europa già a partire dal prossimo anno: l’ultimo passaggio all’ora legale avverrà il 31 marzo 2019 oppure il 27 ottobre 2019, per quei Paesi che sceglieranno di restare all’ora solare. Sono queste le tempistiche contenute nella proposta presentata da Jean Claude Junker. ‘La gente vuole farlo, quindi lo faremo’, ha affermato il presidente della Commissione europea, solo un paio di settimane fa. La proposta andrebbe incontro alle richieste dei paesi dell’Est e del Nord, guidati da Polonia e Finlandia.

Un cambiamento necessario

‘È necessario abolire lo spostamento delle lancette: gli Stati membri dovrebbero decidere da soli se i loro cittadini devono seguire l’ora legale o quella solare’, ha spiegato Junker durante il suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione. L’obiettivo per il presidente della Commissione europea è quello di prendere decisioni coordinate tra i vari Paesi, così da non creare disparità e svantaggi. Pertanto i singoli Stati saranno chiamati a decidere entro il prossimo aprile se applicare in modo permanente l’ora legale o quella solare. Spetterà poi al Parlamento Ue e al Consiglio europeo dare il via libera definitivo entro marzo.

Obiettivo: superare le differenze tra gli Stati

Per Junker l’obiettivo è superare le differenze per dar vita una nuova Europa sovrana: ‘Gli europei nel maggio 2019 non applaudiranno se continuiamo a dover cambiare l’orario due volte l’anno sulla base di direttive europee. Il cambio dell’ora deve essere abolito. L’Europa non sarà mai una fortezza, perché il mondo appartiene a tanti, non a pochi. Fino alle elezioni dovremo dimostrare che possiamo superare le differenze est-ovest, nord-sud: dobbiamo dimostrare che insieme possiamo seminare il futuro di un’Europa sovrana’.

Il presidente della Commissione europea ha poi concluso: ‘A maggio 2019 andremo a votare, ma i cittadini europei saranno interessati non alle proposte della Commissione, non si scalderanno per la buona volontà della Commissione per eliminare la plastica monouso o se, due volte all’anno, dobbiamo cambiare l’ora. Il cambiamento dell’ora deve essere eliminato’.

Il sondaggio online

Riguardo alla possibilità di eliminare del tutto il cambio dell’ora era stato lanciato un sondaggio online, tra luglio e agosto, che aveva avuto un riscontro record: 4,6 milioni di cittadini si erano dichiarati favorevoli. ‘Milioni di persone hanno risposto e credono che dovrebbe essere così’, aveva spiegato Juncker in un’intervista all’emittente televisiva tedesca Zdf. ‘Sono dell’avviso che in futuro debba essere l’ora estiva a divenire la regola’, ha aggiunto il presidente.

Gli effetti dell’abolizione del cambio dell’ora

Quali sarebbero gli effetti sulla quotidianità dei cittadini europei, se il cambio dell’ora venisse effettivamente abolito? I Paesi nordici ne avrebbero un notevole vantaggio, sia in termini economici, ovvero di risparmio elettrico durante i mesi invernali, sia in termini di qualità della vita. Guadagnerebbero un’ora in più di luce. In Italia le lunghe serate estive rimarrebbero inalterate, tuttavia durante i mesi invernali le mattinate sarebbero decisamente più buie e fredde.