ONU e OMS contro grassi e sale, olio e formaggio made in Italy a rischio tassa

Il parmigiano fa male come le sigarette? L'intera filiera è sul piede di guerra per scongiurare l'introduzione di una nuova tassa sui prodotti d'eccellenza italiani

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 18 luglio 2018

ONU e OMS contro grassi e sale, olio e formaggio made in Italy a rischio tassa
pixabay / foto

Nuovo rischio per il mercato enogastronomico Made in Italy: l’Organizzazione mondiale della sanità, in sede ONU, sta discutendo una moratoria per l’introduzione di una tassa su alimenti ricchi di grassi saturi e sale, che potrebbero inoltre essere commercializzati con confezioni che riportano immagini shock, tipo quelle che si vedono sui pacchetti di sigarette. A rischio tassa ci sono le eccellenze italiane, come l’olio extrvergine di oliva, i prosciutti o i formaggi come il parmigiano reggiano.

Lo scopo dovrebbe essere scoraggiare il consumo di quei prodotti alimentari ricchi di grassi saturi, sale e zuccheri, in modo da prevenire le malattie cardiovascolari e metaboliche e ridurne l’insorgenza di un terzo entro il 2030.

Sebbene in teoria l’idea potrebbe essere buona, l’assurdità del provvedimento in discussione viene evidenziato dal fatto che, mentre si studia la tassa sul formaggio italiano, nessuna tassazione verrebbe posta ad alimenti come le bibite gassate ricche di aspartame vendute dalle multinazionali.

Va precisato che nel report ‘Time To Deliver’, l’Oms propone una serie di raccomandazioni possibili per ridurre l’impatto negativo di cibi troppo grassi, troppo salati e troppo zuccherati, per migliorare la regolamentazione, ma non c’è ipotesi di tassazione, ad eccezione di alcol e tabacchi e non sono esplicitamente menzionati prodotti del Made in Italy ma, secondo quando riportato da Il Sole 24 ore, ma il provvedimento potrebbe interessare cibi come il Parmigiano, il prosciutto, l’olio extravergine. Eccellenze della produzione agroalimentare del nostro Paese.

”Tassare olio e formaggi italiani? Pura follia”

”Siamo alla pazzia pura – ha commentato Gian Marco Centinaio, ministro dell’Agricoltura – non posso credere che i nostri eccellenti prodotti vengano considerati come i prodotti chimici che spesso vengono venduti nei supermercati americani. Se davvero siamo sotto attacco sono pronto a contrattaccare, non intendo fare alcun passo indietro. Su questo faremo una battaglia molto dura”.

Sull’argomento è intervenuto anche il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo: ”all’ Onu sotto il pressing di poche multinazionali si cerca di affermare un sistema di etichettatura fuorviante e discriminatorio che finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta, si arriva addirittura a colpire anche l’extravergine di oliva, considerato un elisir di lunga vita e il simbolo della dieta mediterranea»”.

Il presidente di Copagri Franco Verrascina ”invita il governo a mobilitarsi per evitare una tassa che, secondo uno studio dell’Istituto di affari economici, comporterebbe una maggiore spesa annua di circa 546 euro per famiglia”.

Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti precisa: ”Siamo preoccupati. Un provvedimento di questo genere avrebbe effetti devastanti proprio sulla dieta mediterranea, patrimonio dell’umanità Unesco”.

Dino Scanavino, presidente di Cia annuncia: ”Siamo davvero stupiti di questo attacco. I veri prodotti Made in Italy sono sani e garantiti da una filiera di produzione definita e certificata”.

La discussione vedrà la sua conclusione, con la decisione definitiva, il 27 settembre quando i Capi di Stato e di Governo saranno presenti a New York all’Assemblea delle Nazioni Unite.