La pace fiscale di Salvini: cosa promette il vicepremier

Cosa si intende per pace fiscale, il primo provvedimento sulle tasse previsto dal governo Conte, e che per Cottarelli e Renzi è solo un condono.

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    La pace fiscale di Salvini: cosa promette il vicepremier

    Il primo provvedimento del neonato governo Conte dovrebbe essere la cosiddetta “pace fiscale” – ovvero l’”ennesimo condono” come l’ha definita l’economista e primo ministro per un giorno Carlo Cottarelli.

    Cosa sappiamo della pace fiscale

    Nel contratto di governo Lega-M5S mancano i dettagli della pace fiscale – e si può dire lo stesso per la flat tax. Questa super rottamazione delle cartelle di Equitalia già presente nel programma della Lega alle elezioni del 4 marzo ha come obiettivo lo “smaltimento della mole di debiti iscritti a ruolo, datati e difficilmente riscuotibili per insolvenza dei contribuenti” attraverso lo “stralcio dell’importo dovuto in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica”.

    Dalle dichiarazioni di alcuni esponenti leghisti, la pace fiscale potrà essere applicata per debiti fino ai 200.000 euro e prevederà tre aliquote, pari al 6, al 10 ed al 25%, da applicare alle cartelle da condonare – l’aliquota da applicare dovrebbe dipendere dal reddito del contribuente che rottama i debiti.

    Secondo Armando Siri – il consigliere economico di Matteo Salvini -, ci sono ancora diversi aspetti da decidere, ed in particolare i criteri con cui valutare la “difficoltà economica”.

    I numeri della pace fiscale

    Secondo Armando Siri, il governo Lega-M5S dovrebbe incassare non meno di 35 miliardi di euro dalla pace fiscale. Questa stima non appare realistica e per capirlo basta guardare al passato. La voluntary disclosure nella sua prima versione ha fruttato poco più di 4 miliardi di euro di gettito – e le seconda edizione non arriva al miliardo. La prima rottamazione delle cartelle ha prodotto un gettito di 6,5 miliardi di euro, contro i 2 miliardi della seconda edizione.

    E prima di allora i tre scudi fiscali dei governi Berlusconi avevano prodotto un incasso di 7,7 miliardi di euro. Al di là delle spiegazioni del consigliere economico di Matteo Salvini, sembra improbabile ottenere un multiplo dei gettiti precedenti chiedendo soldi a chi è in difficoltà economica.

    La pace fiscale e la flat tax

    Perché ci concentriamo sul possibile gettito della pace fiscale? Perché questo provvedimento fortemente voluto da Matteo Salvini serve per coprire – almeno parzialmente – un altro provvedimento previsto dal governo Lega-M5S: la flat tax.

    Difficile che per questa via si arrivi a tagliare le aliquote dell’Irpef per le famiglie e quella dell’Ires per le imprese ai livelli promessi nel contratto di governo.