Detrazioni fiscali, cosa cambierà con la flat tax

Cosa cambierà per noi contribuenti con l'introduzione della flat tax? Cosa resterà delle detrazioni fiscali oggi vigenti? Quello che si può ipotizzare oggi è che resteranno solo gli sconti fiscali sulla prima casa e le ristrutturazioni edilizie.

Pubblicato da Roberto Bosio Mercoledì 6 giugno 2018

Detrazioni fiscali, cosa cambierà con la flat tax
Il leghista Armando Siri, teorico della flat tax / ansa

Che fine faranno le detrazioni fiscali con l’introduzione della flat tax? Per capirlo è necessario fare due calcoli e vedere cosa prevede il progetto di flat tax della Lega.

Abolire le vecchie detrazioni fiscali

Per sostituire le attuali cinque aliquote dell’Irpef – 23%, 27%, 38%, 41% e 43% – con le due aliquote – 15 e 20% – del progetto di flat tax previsto dal programma del governo Lega-M5S, sarà necessario ripensare integralmente anche il sistema di deduzioni e detrazioni fiscali oggi vigente. Se tutto restasse così com’è la flat tax costerebbe troppo – si stima che introdurre un’Irpef con una sola aliquota al 20% richiederebbe la ricerca di coperture finanziarie per 63 miliardi di euro.
L’unico modo per rendere possibile la flat tax è la cancellazione di molte delle detrazioni fiscali oggi vigenti – nel quadro attuale riducono l’ammontare dell’Irpef versata dai contribuenti da 214 a 155 miliardi di euro. Ciò significa dire addio – o ridurre in modo significativo – le detrazioni per lavoro dipendente, pensioni, figli ed altri familiari a carico, per le spese sanitarie, gli interessi sui mutui ipotecari, le spese d’istruzione…

Il progetto di flat tax della Lega

Secondo il progetto della Lega tutte le vecchie detrazioni dovrebbero essere sostituite da una sola detrazione secca di 3.000 euro per ogni componente il nucleo familiare per redditi fino a 50.000 euro. Ciò significa che se sono un single e ho 20.000 euro di reddito lordo, dovrei pagare un’Irpef del 15% su un reddito di 17.000 euro. Non credo però che questo schema verrà tradotto in legge, perché la flat tax finirebbe per svantaggiare le famiglie con figli – e probabilmente Lega e M5s cercheranno di far sopravvivere comunque alcune delle “vecchie” detrazioni fiscali, come quelle sulle ristrutturazioni edilizie.
Mi sembra poco percorribile anche la possibilità di lasciare ai contribuenti la possibilità di scegliere se essere tassati con il vecchio sistema – con le relative detrazioni e deduzioni fiscali – o con la flat tax, perché farebbe diventare ancora più bizantino il nostro sistema fiscale, e renderebbe molto complicata una valutazione delle coperture necessarie per far partire la misura.

La scommessa della flat tax

Secondo quasi tutte le simulazioni la flat tax non porterà alcun vantaggio per i contribuenti con redditi fino ai 20.000 euro, mentre inciderebbe in misura significativa quanto più cresce il reddito – con risparmi di imposta nell’ordine dei 40.000 euro per chi ha redditi di 200.000 euro annui.
Per far ripartire i consumi sarebbe più sensato concentrare i tagli fiscali sui contribuenti che hanno redditi più bassi, perché chi guadagna già molto, secondo la teoria economica, destinerà gran parte degli sconti fiscali per incrementare i propri risparmi.
Si può essere scettici anche su un altro punto della riforma: non si sa se la flat tax farà emergere parte del sommerso – negli Usa degli anni Ottanta la riduzione massiccia delle imposte voluta da Reagan fece impennare il gettito, ma misure simili fatte passare nell’Europa orientale si dimostrarono un fiasco. E poi questo provvedimento potrebbe essere dichiarato anticostituzionale, visto che l’articolo 53 della nostra Carta afferma che “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.