Bollette luce, i conguagli non possono andare indietro nel tempo più di 2 anni

Bollette della luce, la legge di Bilancio 2018 ha stabilito che gli operatori del mercato elettrico non potranno più pretendere importi per consumi avvenuti più di 2 anni fa - prima erano 5 anni.

Pubblicato da Roberto Bosio Martedì 29 maggio 2018

Bollette luce, i conguagli non possono andare indietro nel tempo più di 2 anni

Per adesso lo sanno in pochi: la legge di Bilancio 2018 ha stabilito che il fornitore della luce non possa addebitare dei maxi conguagli in bollette che vadano indietro nel tempo per più di due anni – prima erano cinque.

Le maxi bollette continuano ad arrivare

Visto che gran parte dei consumatori non sono al corrente di questo diritto – e non sanno nemmeno come esercitarlo -, gli operatori stanno continuando ad inviare bollette che richiedono conguagli che vanno indietro nel tempo per più di un biennio. Anche per questo l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera) ha inviato una nota ai venditori di energia elettrica in cui impone di informare il consumatore che non è possibile richiedere conguagli per consumi precedenti agli ultimi 24 mesi. Questa comunicazione dovrebbe probabilmente avvenire con la prossima bolletta.

Quando scatta la prescrizione?

L’invio di una comunicazione sul nuovo diritto del consumatore dovrebbe avvenire anche quando il fornitore invia una maxi bolletta – e questo dovrebbe avvenire almeno 10 giorni prima della scadenza della bolletta. Bisogna poi rilevare che il calcolo dei due anni scatta dal momento in cui i venditori sono obbligati a emettere la fattura – ovvero 45 giorni dall’ultimo giorno fatturato.

Come contestare una maxi-bolletta

La contestazione per una bolletta che va indietro nel tempo oltre 24 mesi deve seguire determinati passi. La prima cosa da fare è l’invio di un reclamo scritto al proprio operatore attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno – solo dopo si può sospendere il pagamento.
Se la risposta al reclamo impiega più di 50 giorni ad arrivare si procede alla conciliazione online. In alternativa il problema si può risolvere attraverso la risoluzione stragiudiziale presso l’Autorità dell’energia. C’è sempre la possibilità di adire a via legali – che ovviamente hanno costi maggiori e tempi più lunghi.
Si può contestare una maxi-bolletta anche se l’abbiamo già pagata – e in questo caso chiedere il rimborso dei pagamenti effettuati in violazione di questo diritto.

Prescrizione di due anni, cosa ci dobbiamo ancora aspettare

Bisogna rilevare che è stata avviata una procedura dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente che dovrebbe concludersi entro l’anno. L’obiettivo è quello di arrivare all’evidenziazione in bolletta degli importi da considerarsi prescritti, e definire più chiaramente le procedure di contestazione. E si intende col tempo arrivare ad una prescrizione automatica.