Benzina sempre più costosa per i rialzi del prezzo del petrolio

Secondo Morgan Stanley le quotazioni saliranno fino a 90 dollari al barile entro il 2020 a causa dell'aumento della domanda

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 17 maggio 2018

Benzina sempre più costosa per i rialzi del prezzo del petrolio

Benzina pompa / ansa

Si alza il prezzo della benzina che torna sopra 1,6 euro al litro, toccando livelli che non si vedevano dall’estate 2015. L’andamento fluttuante del petrolio durante queste settimane, che è aumentato del 17% dall’inizio dell’anno rende più caro il pieno dell’auto. Leggendo i dati ufficiali, infatti, si nota come poco prima delle 12 il contratto con consegna a luglio è salito a 80,18 dollari per barile (Brent), sui massimi da novembre 2014.

L’innalzamento dei prezzi è legato alle preoccupazioni relative alle scorte di greggio.

Secondo Morgan Stanley le quotazioni saliranno fino a 90 dollari al barile entro il 2020 a causa dell’aumento della domanda, anche se l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) ha rivisto ieri al ribasso le stime della domanda di petrolio per il 2018 per effetto del rialzo dei prezzi.

M5s e Lega puntano al taglia-accise: 20 cent in meno al litro, ma è possibile?

La tassazione sui carburanti ha raggiunto oramai livelli insostenibili in Italia, al punto che su un pieno di benzina da 80 euro, ben 51,2 euro se ne vanno in tasse. Lo afferma il Codacons, commentando l’idea di M5S e Lega di ridurre le accise più anacronistiche che ancora oggi pesano su benzina e gasolio.

“Ad oggi la tassazione sulla benzina rappresenta il 64% del prezzo pagato dai consumatori, percentuale che scende al 60% per il gasolio”, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Gli automobilisti subiscono una doppia tassazione, perché pagano sia le accise, ossia tasse di scopo inserite per finanziare emergenze e mai più eliminate, sia l’Iva al 22%. Una situazione che non trova eguali in Europa, e rappresenta un danno miliardario per i cittadini” – prosegue Rienzi – “Basti pensare che per ogni litro di carburante acquistato in Italia, i consumatori pagano ancora la Guerra d’Etiopia del 1935 o il disastro del Vajont del 1963. Questo avviene perché gli automobilisti vengono usati come ‘bancomat’ dai vari governi, attraverso l’introduzione di accise per far fronte ad emergenze momentanee, vere e proprie tasse di scopo che non vengono più eliminate”, conclude Rienzi.

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