Riforma pensioni, cosa cambierà con il governo Lega-M5S

In campagna elettorale, Lega e M5S avevano proposte abbastanza simili in tema di riforma pensioni. Ora che dovrebbero andare insieme il governo, quali proposte di riforma pensioni potrebbero portare avanti? E quali sono i problemi per arrivare ad un superamento della legge Fornero?

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    Riforma pensioni, cosa cambierà con il governo Lega-M5S

    La formazione di un Governo M5S-Lega rende più probabile una riforma pensioni che superi la famigerata legge Fornero, ma bisogna anche capire con quali provvedimenti verrà sostituita.

    Riforma pensioni: le proposte di Lega-M5S in campagna elettorale

    In campagna elettorale Lega e M5S avevano fatto proposte simili in tema di riforma pensioni: entrambe puntavano ad un superamento della legge Fornero con la quota 100 e la quota 41. Quota 100 significa che con la riforma pensioni Lega-M5S si potrebbe andare in pensione di vecchiaia se età più anni di contributi arrivano alla fatidica quota 100. E quindi 62 anni di età più 38 anni di contributi versati, oppure 64 e 36, 65 e 35, 66 e 34, e così via. La quota 41, invece indica la possibilità di andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi versati – in questo caso l’età raggiunta non conta.

    Riforma pensioni: dove trovare i soldi

    Queste promesse elettorali sono difficili da mantenere – anche perché oltre alla riforma pensioni per cancellare la legge Fornero, i due partiti hanno fatto tante altre promesse, come la flat tax ed il reddito di cittadinanza, e soldi per tutte queste misure non ce ne sono nemmeno se si ritornasse alla vecchia lira. La legge Fornero dovrebbe garantire risparmi attorno ai 20 miliardi annui tra il 2019 e il 2020, e complessivamente circa 200 miliardi di euro nei prossimi dieci anni. E Sergio Mattarella, citando Einaudi, ha lanciato un monito deciso alle proposte “non supportate da risorse finanziarie certe”.

    Riforma pensioni: l’introduzione di un vincolo anagrafico minimo

    Molto probabilmente la riforma pensioni Lega-M5S si ispirerà alle promesse elettorali ma conterrà anche un vincolo anagrafico minimo. Per cui sarà possibile andare in pensione con la quota 100 con almeno 65 anni di età, e con la quota 41 con almeno 62 anni. In questo modo si ridurrebbe l’entità delle risorse finanziarie da reperire per riuscire a dare copertura a queste misure. in altre parole c’è il rischio che la riforma pensioni targata Lega-M5S finisca per accantonare la riforma Fornero proponendo delle norme che cambiano di poco la situazione attuale.

    Riforma pensioni: Ape e pensioni precoci

    Con la riforma pensioni che dovrebbe portare avanti il governo Lega-M5S dovrebbero essere accantonate le misure che oggi contribuiscono a flessibilizzare la legge Fornero, come il meccanismo dell’ape sociale e volontaria ed il beneficio contributivo per i lavoratori precoci.