Tari: esenzioni e riduzioni della tassa rifiuti

Quando non si può pagare, o pagare meno la tassa rifiuti (Tari). Da chi produce rifiuti speciali alle case disabitate, fino agli immobili delle Onlus. In ogni caso è necessario fare riferimento al regolamento Tari del proprio Comune.

Pubblicato da Roberto Bosio Venerdì 9 marzo 2018

Tari: esenzioni e riduzioni della tassa rifiuti

Si può non pagare, o pagare meno, per la tassa sui rifiuti o Tari? Certo, ma è necessario presentare una richiesta al comune in cui si trova il nostro immobile, le esenzioni e le riduzioni su questa imposta comunale avvengono solo su richiesta del contribuente.

Tari: fare sempre riferimento al regolamento comunale

La tassa rifiuti o Tari, è una tassa comunale dovuta da chi è in possesso, a qualsiasi titolo, di locali o aree scoperte che producono rifiuti urbani. Per le riduzioni o esenzioni su questa imposta è consigliabile comunque fare riferimento al regolamento Tari del comune in cui si trova il locale o l’area in nostro possesso. In genere, la dichiarazione ai fini dell’esenzione/riduzione della Tari deve essere presentata entro il 31 gennaio dell’anno di imposta. Se si è in ritardo rispetto a questo termine, normalmente non resta che pagare l’intera tassa rifiuti. Ci possono però essere delle eccezioni, visto che ogni comune può fare come vuole.

Tari: quando si ha diritto ad uno sconto sulla tassa rifiuti

Si può avere uno sconto sulla tassa rifiuti? Un cittadino può ottenere una riduzione:

  • se per un determinato lasso di tempo, il comune non si è occupato del ritiro rifiuti o se c’è stata un’interruzione del servizio per motivi sindacali o impedimenti organizzativi (il cittadino può aver diritto ad uno sconto fino all’80% dell’imposta);
  • in alcuni comuni è prevista una riduzione che può arrivare al 10% della Tari se si riciclano i rifiuti organici attraverso contenitori che permettono la creazione di compost;
  • se c’è stata una violazione della disciplina di riferimento;
  • se il punto di raccolta rifiuti è molto lontano (lo sconto può arrivare fino al 40% dell’imposta);
  • se è l’abitazione di una famiglia in condizioni disagiate.
  • In ogni caso bisogna fare riferimento al regolamento del comune in cui si trova l’immobile o l’area in nostro possesso, perché potrebbe prevedere una riduzione della tassa rifiuti solo in alcuni di questi casi, o prevedere riduzioni anche quando – ad esempio – bisogna calcolare la Tari di un appartamento appartenente ad una famiglia ci sono dei disabili, o di un immobile occupato da persone che risiedono all’estero per oltre sei mesi all’anno.

    Tari: i casi di esenzione della tassa rifiuti

    Sono escluse dal pagamento della Tari, le le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, e le aree comuni condominiali che non sono detenute o occupate in via esclusiva. I regolamenti comunali sulla tassa rifiuti possono prevedere anche altre ipotesi di esenzione, come immobili detenuti da famiglie in cui sia presente un disabile, oppure da una Onlus, o ancora è un luogo di culto.