Reddito di cittadinanza: cos’è e in cosa consiste la proposta del M5S

I 5 Stelle sono i veri vincitori delle elezioni del 4 marzo. Se riusciranno a formare un governo, un punto cardine del loro programma dovrebbe essere il reddito di cittadinanza. Noi vi spieghiamo come funziona e come dovrebbero finanziare questa misura.

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    Reddito di cittadinanza: cos’è e in cosa consiste la proposta del M5S

    Con più del 32% dei voti, i 5 Stelle sono nettamente il primo partito in Italia sia alla Camera che al Senato. Dietro di loro il secondo partito è lontano almeno 13 punti percentuali. A loro dovrebbero andare 221 seggi alla Camera e 112 al Senato – nel conteggio rientrano anche i parlamentari che Di Maio ha escluso dal Movimento prima del 4 marzo.

    Dove hanno preso i voti i 5 Stelle

    Come mostra la figura qui sopra, i 5 Stelle hanno fatto il pieno soprattuto nelle aree del paese dove la disoccupazione è più elevata. Partendo da questa constatazione, non è difficile immaginare che una grossa fetta dell’elettorato pentastellato è molto interessato ad uno dei cavalli di battaglia del M5S: il reddito di cittadinanza. Cosa si possono aspettare se il Movimento riuscirà ad andare al governo?

    Reddito di cittadinanza: i requisiti e come funziona la proposta dei 5 Stelle

    Esistono diverse versione del reddito di cittadinanza firmato 5 Stelle. Qualche tempo fa la senatrice Nunzia Catalfo parlava di un reddito minimo di 600 euro mensili, con integrazioni per i cittadini che non arrivano a questa cifra per cui – sono le parole della senatrice -: “una pensionata che percepisce 400 euro avrà diritto ad altri 200 di integrazione, per un reddito mensile di 600 euro”.

    La versione proposta nel programma elettorale per elezioni del 4 marzo era leggermente diverso. Dovrebbe riguardare 9 milioni di italiani, tutti quelli che hanno più di 18 anni e non hanno redditi, o se li hanno sono inferiori alla soglia di povertà – che in Italia è di 780 euro mensili. Chi è senza reddito dovrebbe ricevere 780 euro mensili, chi ha un reddito inferiore alla soglia della povertà riceverebbe un’integrazione fino a ricevere mensilmente i famigerati 780 euro. L’importo potrebbe essere anche superiore, ed arrivare a 1.950 euro per una famiglia di 4 persone. E sarebbero somme esenti da tasse e da pignoramenti.

    in cambio di queste somme, i percettori del reddito di cittadinanza dovrebbero frequentare corsi di formazione e svolgere lavori di pubblica utilità. Chi è senza lavoro e rifiuta tre proposte di impiego, perderebbe il diritto a vedersi erogare il reddito di cittadinanza.

    Reddito di cittadinanza: le coperture

    Come si finanzia il reddito di cittadinanza? Sulle coperture di questa misura in questi anni è stato detto tutto è il contrario di tutto. Secondo uno dei leader pentastellati, il napoletano Roberto Fico, il costo per le casse dello Stato sarebbe di 14,9 miliardi di euro – a tal proposito aveva citato uno studio dell’Istat -, mentre l’esponente Pd Michele Anzaldi sosteneva che il reddito di cittadinanza sarebbe costato 62 miliardi di euro l’anno.

    La realtà probabilmente si trova a metà strada. Secondo due professori universitari – Massimo Baldini e Francesco Daveri – il reddito di cittadinanza richiede coperture per 29 miliardi di euro. Su Lavoce.info hanno spiegato come sono arrivati a questa stima: anche loro sono partiti dallo stesso studio dell’Istat citato da Fico, rilevando però che il nostro istituto statistico nei suoi calcoli, ha attribuito un reddito, pari all’affitto, alle famiglie che possiedono la casa di abitazione. Questo calcolo aumenta il loro reddito, e diminuisce il sussidio che ricevono. Di questo reddito imputato però non c’è alcun riferimento nella proposta del M5S.

    Reddito di cittadinanza: dove trovare i soldi

    Non c’è solo il problema della maggior copertura necessaria per finanziare il reddito di cittadinanza. Il programma elettorale del M5S è piuttosto fantasioso nel trovare i soldi necessari per finanziare questa e le altre misure del programma 5 Stelle. Pensano di recuperare 30 miliardi di euro dalla spending review, ma visto che circa 10 miliardi di quel piano sono già stati attuati, è più ragionevole pensare che se ne possano ottenere 20.

    Altri 40 miliardi dovrebbero arrivare dalle tax expenditures, ma dietro questo nome ci sono misure come le detrazioni per figli, la no tax area… che il M5S vorrebbe aumentare e non diminuire. Con ogni probabilità, da questa voce si possono ottenere qualche miliardo di euro all’inizio, e forse 20 o 30 miliardi a regime.

    Reddito di cittadinanza: cosa avviene nel resto dell’Europa

    L’Italia è uno dei pochi paesi europei in cui non c’è un reddito minimo garantito – questo sarebbe il vero nome da dare al reddito di cittadinanza. Come potrete immaginare, le prestazioni nell’Europea del Nord sono più generose, mentre alcuni paesi dell’Est non prevedono misure di questo tipo. Per approfondimenti su questo tema vi rimando al post Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona in Europa.

    (Testi a cura di Cecilia Casadei e Roberto Bosio)