Rivalutazione pensioni: come funzionerà nei prossimi anni

Dopo la riforma Fornero delle pensioni e le misure di congelamento della rivalutazione delle pensioni, come cambierà nei prossimi anni questo meccanismo? Dal 2019, la rivalutazione delle pensioni dovrebbe tornare alla normalità, per cui anche le cosiddette pensioni d'oro dovrebbero vedersi rivalutare dell'inflazione i primi 1500 dell'assegno di quiescenza.

Pubblicato da Roberto Bosio Mercoledì 14 febbraio 2018

Rivalutazione pensioni: come funzionerà nei prossimi anni
Ansa / Ansa

Per rivalutazione pensioni (o perequazione) si intende la rivalutazione del trattamento previdenziale legato all’inflazione. L’obiettivo è quello di proteggere il potere d’acquisto del trattamento previdenziale pensionistico. Negli ultimi anni sono successe diverse cose e oggi cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con questo post.

Rivalutazione pensioni: cosa accadeva prima della Riforma Fornero

A partire dal 1° gennaio 2001 – la rivalutazione delle pensioni avveniva secondo tre fasce. Per i trattamenti previdenziali fino a tre volte il minimo, l’adeguamento all’inflazione era pieno. Si scendeva al 90% per le pensioni tra 3 e 5 volte il trattamento minimo, ed al 75% per i trattamenti superiori a cinque volte il minimo. Per tutti gli assegni pensionistici la rivalutazione pensioni era piena per la parte di trattamento fino a tre volte il minimo. Poi è arrivato il governo Monti.

Il blocco della rivalutazione delle pensioni

La “manovra salva Italia” ha disposto il blocco dell’indicizzazione per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps – mentre gli altri trattamenti previdenziali sono stati adeguati completamente all’inflazione (+2,7% nel 2012 e +3% nel 2013). Dal 1° gennaio 2014, la legge di stabilità 2014 ha introdotto un sistema di rivalutazione pensioni secondo 5 scaglioni – che dalla legge di stabilità 2016 è stato prorogato fino a tutto il 2018.
In questo quadro bisogna poi inserire la sentenza della Corte Costituzionale 70 del 2015 con la quale è stata dichiarata incostituzionale il blocco biennale di cui abbiamo scritto poche righe sopra. A seguito di questa sentenza, il governo Renzi ha cercato di porre rimedio alla situazione con il decreto legge 65/2015, garantendo una rivalutazione parziale e retroattiva solo alle pensioni tra 3 e 6 volte il minimo Inps.

Rivalutazione pensioni: cosa accadrà nel 2018 e nel 2019

Per l’anno in corso, riparte la rivalutazione pensioni – congelata da 2 anni anche perché l’inflazione era congelata. Chi riceve fino a tre volte il minimo Inps (501,89 euro) avrà un adeguamento all’inflazione del 100% – e quindi un aumento dell’1,1%. Per le pensioni di importo superiore e sino a quattro volte il trattamento minimo viene riconosciuta il 95% dell’inflazione (+1,045%). Tra le 4 e le 5 volte il trattamento minimo l’adeguamento è pari al 75% dell’inflazione (+0,825%). Si scende al 50% per le pensioni superiori a 5 volte il minimo (+0,55%), e al 45% per i trattamenti superiori a 6 volte il trattamento minimo Inps (+0,495%).
Nel 2019 si dovrebbe ritornare alla rivalutazione pensioni prevista prima dell’avvento della riforma Fornero, e quindi si dovrebbero evitare i ricorsi sulla rivalutazione pensioni.