Ape: pensioni Ape volontaria e Ape social, le novità introdotte dalla riforma

L'Ape sociale e l'Ape volontaria sono due misure sperimentali, introdotte con la legge di Bilancio 2017, che hanno permesso e permetteranno di andare in pensione di vecchiaia prima dei 66 anni e 7 mesi. Queste due opportunità saranno valide - per ora - fino alla fine dell'anno in corso.

Pubblicato da Roberto Bosio Giovedì 8 febbraio 2018

Ape: pensioni Ape volontaria e Ape social, le novità introdotte dalla riforma
Ansa / Ansa

Oggi andiamo ad analizzare l’Ape: pensioni anticipate che possono essere richieste tramite due modalità: Ape Volontaria ed Ape Social. Una delle novità più importanti inserite nel testo della Legge di Stabilità nel pacchetto pensioni è l’Ape, anticipo pensionistico, riservato ai lavoratori che vogliono andare in pensione di vecchiaia o anticipata prima della maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi. Anche se il nome delle due prestazioni è simile, l’onere da sostenere per il lavoratore nei due casi è ben diverso. L’unica cosa da tenere presente in entrambi i casi è che si tratta di misure sperimentali che saranno in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 – poi prorogata fino alla fine del 2019.

Pensione Ape social: a chi spetta e per quanto

La pensione Ape Social è un’indennità a carico dello Stato che viene erogata dall’INPS solo a determinati soggetti che abbiano compiuto almeno 63 anni di età, abbiano versato tra i 30 ed i 36 anni di contributi, e non abbiano già maturato il diritto per una pensione anticipata o di anzianità in Italia o all’estero. L’erogazione della pensione Ape social avviene a seguito di una richiesta e terminerà quando il soggetto che la percepisce maturerà le condizioni per ottenere la pensione anticipata o di vecchiaia.
Possono ottenere l’Ape social i lavoratori che:

  • sono disoccupati;
  • sono disabili o con disabili in famiglia;
  • svolgono lavori usuranti (come le maestre, gli infermieri, i macchinisti delle ferrovie e gli autisti di mezzi pesanti).

Pensione Ape volontaria: a chi spetta e per quanto

Passiamo alla pensione Ape volontaria: questo secondo tipo di prestazione non prevede costi a carico dello Stato. L’Ape volontaria è un prestito erogato da banche e/o assicurazioni e garantito dalla pensione. Il suo importo è commisurato all’assegno maturato. Possono ottenere la pensione Ape volontaria tutti i lavoratori dipendenti ed autonomi – mentre sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali – che abbiano compiuto almeno 63 anni. Un altro requisito è rappresentato dal fatto che non si deve essere già titolari di una pensione anticipata o di vecchiaia o di un assegno di invalidità.
La pensione Ape volontaria può avere una durata compresa tra i 6 mesi e i 3 anni e 7 mesi. Chi la richiede si vedrà ridurre l’importo della pensione fino alla restituzione del prestito ottenuto – ci sarà una trattenuta sull’assegno fino a 20 anni. La pensione futura, una volta sottratto il costo del prestito da restituire connesso alla pensione Ape volontaria, non dovrà risultare inferiore a circa 702 euro al mese.
Per accedere all’Ape volontaria è necessario sottoscrivere una polizza assicurativa sulla vita. Così se il richiedente muore prima di aver completamente restituito il debito, l’assicurazione verserà alla banca il debito residuo – e quindi l’eventuale pensione ai superstiti verrà corrisposta senza decurtazioni.