Imu e Tasi, la differenza, le aliquote e le scadenze: tutto quello che c’è da sapere

Qual è la differenza tra Imu e Tasi? Chi deve pagare l'imposta sulla casa, chi invece ha l'esenzione e come calcolare la tassa sull'abitazione principale sono solo alcune delle domande alle quali rispondiamo per non cadere in sanzioni riguardanti le tasse sulla casa. Le aliquote dell'Imu e della Tasi cambiano da Regione a Regione, cerchiamo di capire tutto più nel dettaglio

Pubblicato da Lorena Cacace Lunedì 12 giugno 2017

Imu e Tasi, la differenza, le aliquote e le scadenze: tutto quello che c’è da sapere

imu tasi

Imu e Tasi non sono la stessa cosa. Pur trattandosi di tassa sulla casa, in realtà, si tratta di due imposte diverse. In comune hanno l’ambito di riferimento: entrambe infatti si rifanno alla proprietà degli immobili in quella che è la tassa sull’abitazione principale, passata nel corso degli anni sotto varie sigle. Il calcolo dell’Imu e della Tasi si basa su determinate voci che compongono l’imposta sulla casa e il totale varia secondo diversi fattori: il pagamento è rateale con scadenze fisse. Quella che sembra a prima vista una voce tecnica, è invece stata nel corso degli ultimi anni un argomento più politico che economico. La tassa sulla casa è stata il cavallo di battaglia di entrambi gli schieramenti: riguardando l’abitazione principale, Imu e Tasi vanno a toccare le finanze di tutti gli italiani proprietari di immobile. In ogni caso, si tratta pur sempre di una tassa sulla casa: vediamo le differenze.

Imu e Tasi, quali sono le differenze e cosa sono

L’Imu è l’imposta municipale unica, sotto cui si è accorpato la vecchia Ici, l’Irpef e le relative addizionali regionali e comunali calcolate sui redditi fondiari riferiti a immobili non locati. A modificarla come la conosciamo oggi è stato il governo Letta sotto cui passa l’abolizione dell’Imu per chi ha come dimora principale la casa di proprietà, rimanendo solo per gli immobili di lusso anche come prima casa, così come per le seconde case e gli immobili in affitto.

La discriminante per chi deve pagare l’Imu è la residenza anagrafica: l’esenzione per la prima casa è infatti applicata se si ha la residenza anagrafica nell’immobile in questione. Una novità introdotta nel 2015 dal governo Renzi riguarda l’Imu per gli immobili concessi in comodato gratuito ai figli (o ai genitori) che viene ridotta del 50% a patto che il comodatario (chi usa la casa) abbia la residenza nell’abitazione in questione e il comodante (chi dà la casa) risieda nello stesso Comune e qui abbia un’altra sola abitazione.

La Tasi invece corrisponde all’acronimo di Tassa sui Servizi Indivisibili, è la nuova imposta comunale, che riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale. La Tasi è stata introdotta dalla legge di stabilità 2014 ed è una parte del trittico d’imposta chiamato IUC (imposta unica comunale) che si compone appunto della Tasi, dell’Imu e dalla Tari (imposta per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti).

Oltre alle differenze sostanziali di aliquote, la Tasi deve essere pagata anche da chi non paga l’Imu ad esempio ma vive in un comune, secondo delle aliquote stabilite ogni anno dal comune e dalla Regione di residenza.

Calcolo Imu e Tasi

Come si calcola l’Imu?

Come si calcola l’Imu? Il conteggio non è cambiato rispetto agli anni precedenti: bisogna moltiplicare la rendita catastale secondo l’aliquota stabilita dal Comune di residenza. Le disposizioni ministeriali danno la possibilità di aumentare l’aliquota solo ai Comuni in dissesto, mentre è possibile per ogni Comune abbassarla. Tutti gli anni il sito del Dipartimento Finanze del Mef (www.finanze.it) riporta le aliquote di tutti i Comuni d’Italia.

Come si calcola la Tasi?

La Tasi invece è la tassa sui servizi indivisibili e riguarda tutti i servizi comunali rivolti alla collettività, dalla manutenzione stradale all’illuminazione e al trasporto pubblico. Essendo un’imposta sui servizi, è rivolta a tutti, compresi i proprietari di immobile che non pagano l’Imu. L’acconto della Tasi ha un importo pari alla metà del tributo dovuto per l’anno in corso, ma come si effettua il calcolo della Tasi? Viene calcolato applicando alla base imponibile, le aliquote e le detrazioni deliberate dal Comune per l’anno precedente. Riguardo al calcolo della Tasi, le aliquote a cui fare riferimento quali sono? Le aliquote Tasi standard sono del 3,3 per mille. Nel caso in cui l’immobile sia occupato da un soggetto diverso dal titolare, colui che vi abita dovrà versare una parte della Tasi corrispondente al 30%, mentre la restante quota rimarrà a carico del proprietario. Infine, il versamento della rata a saldo della Tasi verrà fatto a conguaglio, sulla base degli atti e delle aliquote deliberate per l’anno in corso.

Aliquote Imu e Tasi: quali sono le ultime novità?

Le aliquote vengono stabilite dai Comuni in base a tabelle ministeriali, senza poter superare il 3,3 per mille. Anche in questo caso si parte dalla rendita catastale, da moltiplicare con l’aliquota decisa dal Comune: per chi paga anche l’Imu, l’aliquota per due imposte non deve superare il 6,8 per mille. Per scoprire le cifre precise per ogni Comune, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha creato una sezione speciale all’interno del suo sito ufficiale dove potete scaricare i documenti e le cifre della vostra regione di appartenenza. All’interno del sito è anche possibile effettuare una ricerca specifica per il vostro comune.

Esenzioni Tasi e Imu, chi deve pagare e chi no

La TASI devono pagarla sia il proprietario che il detentore dell’immobile, secondo le aliquote e le quote stabilite da ogni Comune. Se gli immobili sono dati in uso a familiari o vengono dati in affitto, quando il soggetto che abita in quella casa la utilizza come abitazione principale, la TASI è dovuta solo dal possessore, nella misura stabilita dal comune con il proprio regolamento. Sono obbligati a pagare la tassa sui servizi indivisibili tutti i proprietari delle seguenti tipologie di immobili:

– Prima abitazione di lusso (rientrante nella categoria A/1, A/8 e a/9);
– Seconda casa, negozi e uffici, immobili d’impresa e fabbricati rurali da uso strumentale

Esistono però anche delle esenzioni per quanto riguarda la TASI. Ecco di seguito chi non è tenuto al versamento della tassa sui servizi indivisibili:

– I proprietari di case adibite ad abitazione principale e le pertinenze delle stesse che rientrano nelle categorie C/2 magazzini e locali deposito, C/6 stalle, scuderie, autorimesse senza scopo di lucro, C/7 tettoie aperte o chiuse;
– Immobili di proprietà indivisa di cooperative edilizie e che sono abitazione principale dei soci;
– Immobili che sono stati classificati come alloggi sociali;
– Immobili che figurano come dimora coniugale assegnata da sentenza in caso di divorzio o separazione:
– Immobili di proprietà delle forze armate non in locazione:
– Immobili di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero, non locati.

Per quanto riguarda l’Imu, le esenzioni sono specificate nella tabella seguente, fornita dal Ministero dell’Economia e delle finanze. In questa tabella viene specificata l’aliquota anche sommata o avvicinata a quella della Tasi.In particolare, l’Imu, dal 2014 non è più dovuta per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita (c.d. beni merce) fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati e per i fabbricati rurali ad uso strumentale.

Scadenze Imu e Tasi: quando si devono pagare?

Le scadenze per il pagamento dell’Imu e della Tasi sono:

Acconto IMU e Tasi entro il mese di giugno: Acconto pari al 50% dell’imposta dovuta.

Saldo IMU e Tasi entro il mese di dicembre: Saldo pari alla differenza tra l’imposta annuale e l’acconto versato a giugno.