Modella bionda cambia razza e diventa nera: ‘Anche mio figlio sarà nero’

L'ex modella tedesca Martina Big è una delle più famose esponenti del movimento transrazziale

Pubblicato da Redazione NanoPress Lunedì 21 gennaio 2019

Modella bionda cambia razza e diventa nera: ‘Anche mio figlio sarà nero’

Il movimento transrazziale continua a conquistare adepti. I “Transracial” sono persone (per lo più nate bionde e con pelle chiara) che ad un certo punto della propria esistenza iniziano a identificarsi con la cultura africana. L’identificazione è talmente forte che questi soggetti si arricciano i capelli, ascoltano musica tribale, modificano i lineamenti con la chirurgia plastica, vestono abiti ispirati alle fantasie africane e si sottopongono a massicce iniezioni di melanina per scurire la pelle.
Oggi il movimento transrazziale fa un significativo passo avanti grazie alla modella Martina Big.
Martina, nata tedesca, bianca e bionda, oggi ha un marito (anche lui bianco) e sostiene che suo figlio nascerà nero.

Partecipando alla trasmissione inglese This Morning, Martina Big, o Malaika Kubwa come si fa chiamare adesso, ha spiegato ai due increduli conduttori che secondo il suo medico il bambino che nascerà dall’amore con sui marito Michael sarà sicuramente nero. I prodigi della forza di volontà!

Martina ha assicurato che le iniezioni hanno cambiato molto più della sua epidermide: “La mia pelle sta diventando sempre più scura e i miei capelli stanno diventando naturalmente ricci. Anche il colore delle mie ciglia e degli occhi sta cambiando”.

Il pubblico, come sempre, si divide fra chi considera Martina Big un’eroina della libertà di scelta dal momento che è riuscita a scegliersi nientemeno che la razza alla quale appartenere, e chi non riuscendo a credere alle proprie orecchie ha dovuto pizzicarsi le guance per essere sicuro di non stare sognando.

Malaika Kubwa intanto non si cura delle critiche e si considera una vera africana al 100%, molto più africana di chi pur avendo la pelle nera ma essendo nato negli Usa o in Uk non conosce nulla della cultura africana.

Che dire se non… “auguri e figli afro”?