Maturità 2018: gli errori cult degli esaminandi

Il meglio del peggio degli strafalcioni sentiti dalle commissioni agli esami di Maturità 2018

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    Maturità 2018: gli errori cult degli esaminandi

    Anche quest’anno migliaia di adolescenti hanno affrontato gli esami di maturità con un bagaglio di ansie e batticuori. Ed anche quest’anno le commissioni sono rabbrividite nell’ascoltare e nel leggere strafalcioni raggelanti. Vediamo il meglio del peggio.

    L’antologia degli strafalcioni è stata stilata dal sito Skuola.net. Citiamo qualche esempio.

    Dante? Per qualcuno era di Milano. E pazienza se il Sommo Poeta sia uno dei simboli per eccellenza della città di Firenze. “Dante è un poeta milanese”. La risposta raggelante deve avere abbassato di parecchi gradi la temperatura nella scuola di Nuoro dove un maturando ha replicato in maniera improbabile alla semplicissima domanda “Chi era Dante?”.

    Nel 2018 la Geografia diventa un’opinione, così come la Letteratura: infatti per qualcuno “Gente di Dublino” di James Joyce è ambientato a Londra.

    Anche lo spazio è relativo: per qualche maturando il Giappone confina con la Polonia, Torino è il capoluogo della Toscana e l’Umbria è una città nei pressi di Assisi. Qualcuno poi ha risposto con tremenda sincerità alla domanda “quante sono le regioni italiane”. Riposta: “Boh”.

    Armiamoci di coraggio e andiamo avanti.

    L’ideale dell’ostrica, ovvero la visione del nucleo familiare di verghiana memoria, diventa la “storia della cozza”. Non stiamo a sottilizzare, sempre di frutti di mare si tratta in fondo…

    Continuando a parlare di Verga, i personaggi dei “Malavoglia” cambiano copyright e passano dalla proprietà dello scrittore siciliano a quella di D’Annunzio.

    D’Annunzio, da parte sua, secondo qualche studente non sarebbe mai stato un esteta, ma un “estetista”, carriera preferibile in un’epoca dominata dall’apparire.

    Abbandoniamo la Letteratura per passare alla Storia contemporanea: un incauto studente ha messo a dura prova le coronarie della commissione teletrasportando le Brigate Rosse dagli anni di piombo al ventennio fascista.

    E’ il momento della Storia dell’arte: per qualcuno la Gioconda non l’ha dipinta Leonardo, ma Giotto.

    Storia romana: la congiura di Pisone finalizzata a uccidere Nerone diventa la congiura dei Pistoni, roba da metalmeccanici.

    Comportamento umano: la domanda “qual è il nome della pratica con cui ci si fa del male da soli” riceve una risposta hot. Invece di “autolesionismo” l’esaminando risponde “autoerotismo”. Non vogliamo indagare sui motivi che hanno portato a tale risposta.

    In ogni caso, anche quest’anno è andata. Buona estate, ragazzi!