Le espressioni latine più famose (ed usate) in Italiano

Benché ' morto' da secoli, il Latino sopravvive nelle lingue neolatine e in tanti modi di dire entrati a pieno titolo nel linguaggio corrente. Da alter ego a carpe diem, ecco alcune delle espressioni latine più famose, ed usate, in Italiano.

Pubblicato da Caterina Padula Martedì 23 ottobre 2018

Le espressioni latine più famose (ed usate) in Italiano
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Sapete quali sono le espressioni latine più famose, ed usate, in Italiano? Sebbene sia ‘morto’ ormai da secoli, il Latino sopravvive in molte lingue europee e non solo. Parole come curriculum, idem, habitat – entrate a pieno titolo nel linguaggio quotidiano – o locuzioni come carpe diem, in extremis e do ut des, spesso rendono più efficace il concetto che vogliamo esprimere e ci mostrano più ‘intellettuali’ agli occhi di chi ci ascolta. Il Latino è tutt’altro che estinto dunque ma rivive, benché trasformato, nelle lingue neolatine e nel linguaggio utilizzato dalla Chiesa cattolica; rivive per la pronuncia nel Sardo, per la struttura grammaticale nel Romeno e per il lessico nell’Italiano. Per capire quali sono le parole e i modi di dire antichi che sopravvivono nel parlato quotidiano, ecco una breve selezione delle espressioni latine più famose ed usate in Italiano.

Espressioni latine famose e usate in Italiano

Carpe diem – Cogli l’attimo

Tra le frasi latine più famose, carpe diem è senza dubbio una delle più usate, e non solo in Italiano. E’ tratta dall’Ode I di Orazio, allorché il poeta (tenendo presente che all’uomo non è dato conoscere, né determinare il futuro) scrive: carpe diem quam minimum credula postero, ossia ‘cogli l’attimo confidando il meno possibile nel domani’. La frase, che ricorda l’omonimo e celebre film, è un invito a cogliere le gioie che la vita ci riserva ogni momento, ad apprezzare cioè ciò che abbiamo.

Alea iacta est – Il dado è tratto

Se di alea iacta est la traduzione è straconosciuta, l’origine rimane incerta, quanto meno rispetto a chi, per primo, ha pronunciato questa frase. Attribuita, verosimilmente o meno, da Svetonio a Cesare (allorché passava il Rubicone marciando verso Roma), si usa quando si prende una decisione dalla quale non si può tornare indietro.

Mens sana in corpore sano – Mente sana in corpo sano

Anche questa è una delle espressioni latine più famose. E’ tratta dalla Satira X di Giovenale e ribadisce la pericolosità dei beni materiali a favore di una cura maggiore sia del corpo che della mente. Nel corso dei secoli, la frase ha assunto un significato un po’ diverso e cioè che, per garantire il benessere della persona, corpo e mente devono svilupparsi insieme.

Do ut des – Do affinché tu dia

Questo, invece, è un modo di dire preso in prestito dal Diritto Romano e si usa quando si concede un favore solo per un tornaconto personale. Si usa cioè per indicare la volontà di fare qualcosa a patto di ricevere un adeguato contraccambio.

Panem et circenses – Pane e giochi circensi

Anche questa espressione latina è tratta dalla Satira X di Giovenale e spiega le aspirazioni del popolo rispetto al contesto a lui contemporaneo: distribuzione gratuita del pane e giochi dei gladitori del circo. Il poeta in realtà allude ad un meccanismo di potere molto influente sulle masse: panem et circenses era infatti una ‘formula di benessere’ per contenere il malumore popolare. Oggi è usata in senso ironico e polemico: indica infatti un metodo politico bassamente demagogico.

Omnia munda mundis – Tutto è puro per i puri

Oltre ad essere l’incipit della Lettera di San Paolo al discepolo Tito, omnia munda mundis è la celebre frase che, nei Promessi Sposi, fra Cristoforo pronuncia per calmare fra Fazio. Significa che chi agisce secondo coscienza rende puro tutto ciò che compie. In altre parole, chi è in buonafede non vede il male neppure dove potrebbe esserci.

Audentes fortuna iuvat – La fortuna aiuta gli audaci

Espressione latina tra le più famose ed usate in Italiano, audentes fortuna iuvat è opera di Virgilio che, nell’Eneide, la fa pronunciare al re dei Rutuli Turno, allorché sprona i suoi uomini quando si trovano a combattere contro Enea. E’ un invito ad essere coraggiosi anche nelle situazioni più tremende, perché a dispetto del rischio, la sorte aiuta chi osa.

Excusatio non petita, accusatio manifesta – Scusa non richiesta, accusa manifesta

Locuzione di origine medievale, esprime molto bene la forza del Latino nel manifestare concetti e stati d’animo. Si riferisce a chi tenta di dimostrare la propria innocenza senza aver avuto un’accusa, a chi si giustifica senza essere colpevole. A chi ‘mette le mani avanti’ insomma, lasciando intendere che, forse, è realmente responsabile di qualcosa.

Ubi maior minor cessat – Dove vi è il maggiore il minore cessa

Parlando di espressioni latine famose ed usate in Italiano, non poteva certo mancare ubi maior minor cessat, frase utilizzata in diversi contesti che sottolinea il potere del maggiore di fronte al più debole che soccombe. L’origine è incerta, ma potrebbe verosimilmente derivare dal formulario giuridico di matrice romana. Per estensione, è usata per giustificare la scelta di un’esigenza maggiore rispetto ad una minore.

Mors tua, vita mea – Morte tua, vita mia

Con molta probabilità è la frase che pronunciavano i gladiatori prima di entrare nell’arena. Nel linguaggio corrente si usa quando, in certi contesti, ci può essere un solo vincitore, quando cioè il successo di qualcuno dipende inevitabilmente dalla sconfitta di qualcun altro. La frase, infatti, è usata anche per esprimere comportamenti decisamente opportunistici.

Oltre alle espressioni famose appena citate, infine, fanno ormai parte del nostro linguaggio diversi termini latini entrati di diritto nell’Italiano corrente. Qualche esempio? Alter ego, che indica una persona che rappresenta completamente un’altra; curriculum (vitae), ovvero l’elenco delle attività (o degli studi) compiuti nel corso della vita; habitat, termine che indica l’ambiente congeniale ad una determinata specie animale o vegetale (è la terza persona del verbo habitare); idem, che significa ugualmente, la stessa cosa, allo stesso modo; in extremis, per indicare un qualcosa fatto alla fine, al ‘momento estremo’; e in flagrante (da flagrans -antis, participio presente di flagrare, ossia ardere), che, nel linguaggio giuridico, indica cogliere qualcuno nel momento in cui commette un reato.