Premio Campiello, i libri vincitori degli ultimi dieci anni

Quali sono i libri che hanno vinto il Premio Campiello negli ultimi dieci anni? Da Rossovermiglio, vincitore nel 2008, a Le assaggiatrici, vincitore nel 2018, ecco i romanzi che si sono aggiudicati il riconoscimento istituito dagli Industriali Veneti nel 1962.

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    Il Teatro La Fenice di Venezia, sede storica della cerimonia di assegnazione del Premio Campiello. / Ansa

    E’ uno dei riconoscimenti letterari più ambiti d’Italia il Premio Campiello, i cui libri vincitori (degli ultimi dieci e non solo) sono entrati di diritto nella storia della letteratura di casa nostra. Così come per il Premio Strega, anche il Campiello ha permesso di far conoscere al grande pubblico scrittori e scrittrici italiani di talento: le loro opere, infatti, hanno raccolto il consenso dei lettori e della critica diventando dei veri e propri bestseller, mentre alcune, ad esempio Venuto al mondo di Margaret Mazzantini, anche dei bellissimi film. Il Premio Campiello è stato istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, con lo scopo di offrire il proprio contributo nell’ambito della cultura italiana. Da allora viene assegnato ogni anno ad opere di narrativa tramite un meccanismo di selezione formato da due giurie: quella tecnica, che nomina i cinque finalisti scelti in base alle regole del bando, e quella popolare (che cambia ogni anno) composta da 300 lettori anonimi: è proprio quest’ultima a decretare il romanzo vincitore. Ma quali sono, del Premio Campiello, i libri vincitori degli ultimi dieci anni? Eccoli brevemente nelle prossime pagine.

    Premio Campiello 2008 – Rossovermiglio, di Benedetta Cibrario

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    Trionfatore al Premio Campiello 2008, Rossovermiglio è il primo romanzo di Benedetta Cibrario. La storia è quella di una giovane donna aristocratica torinese che a 19 anni (siamo nel 1928) è costretta dal padre a sposarsi. La sua indole ribelle ed appassionata la porta a scontrarsi con le rigide regole di quell’ambiente, ma la sua fragilità non le permette di vivere appieno la propria ribellione. Sarà Trott, un uomo affascinante ed enigmatico, a risvegliarla dal suo torpore, innescando un processo di cambiamento che difficilmente si potrà arrestare.

    Premio Campiello 2009 – Venuto al mondo, di Margaret Mazzantini

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    Margaret Mazzantini è una delle scrittrici più premiate della narrativa italiana: già vincitrice dello Strega 2002 con Non ti muovere, nel 2009 riceve il Campiello per il romanzo (diventato poi film) Venuto al mondo. La storia, molto intensa e di forte impegno morale, è quella di Gemma e di una serie di personaggi che, tra l’Italia e la Jugoslavia, presente e passato, s’intrecciano tra loro. C’è il figlio sedicenne Pietro, il poeta bosniaco Gojco e Diego, il fotografo di pozzanghere ed amore mancato di Gemma. Il romanzo è la storia di questo amore, dall’inizio (nel 1984) ad oggi, un amore tra due ragazzi che si rincontrano invecchiati, ognuno con le proprie vicissitudini alle spalle. Nel mezzo, una guerra devastante ed una ‘maternità cercata, negata, risarcita’. Tra i libri vincitori del Premio Campiello, un romanzo emozionante assolutamente da leggere.

    Premio Campiello 2010 – Accabadora, di Michela Murgia

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    Anche la scrittrice sarda Michela Murgia si è aggiudicata, nel 2010, il Premio Campiello. Tra i libri vincitori degli ultimi dieci anni, Accabadora è stato anche uno dei più tradotti, oltre ad aver avuto altri riconscimenti come il SuperMondello e il Premio Dessì. La storia, ambientata in un piccolo borgo sardo degli anni Cinquanta, racconta della piccola Maria, ultima di quattro sorelle orfane di padre, e di colei che decide di adottarla, una vedova benestante del paese. Ma c’è qualcosa di strano in quella donna vestita di nero, qualcosa che la piccola non sa e che riguarda un mondo di sortilegi a cui quella cultura è fortemente radicata: la vedova è un’accabadora, l’ultima madre, colei che è chiamata a portare la morte.

    Premio Campiello 2011 – Non tutti i bastardi sono di Vienna, di Andrea Molesini

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    Primo romanzo dello scrittore e poeta Andrea Molesini, è ambientato in una villa signorile nei pressi del Piave, all’indomani della disfatta di Caporetto. La trama si dipana coinvolgendo diversi personaggi, in primis il diciassettenne Paolo, orfano che vive con i nonni, i signori Spada, e narratore in prima persona della storia. Quando la villa viene requisita e diventa ostaggio dei nemici, i proprietari si ritrovano improvvisamente ospiti in casa propria. E’ in questo contesto che Paolo conosce per la prima volta l’amore, la gelosia e la tragedia della guerra che coinvolge tutti, vincitori e vinti. Il romanzo, tra i libri vincitori del Premio Campiello, è ispirato ai fatti raccontati, e realmente accaduti, ne Il diario dell’invasione di Maria Spada, prozia dell’autore.

    Premio Campiello 2012 – La collina del vento, di Carmine Abate

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    La collina del vento è uno dei tanti romanzi di Carmine Abate, scrittore calabrese di etnia arbëreshe, autore di poesie e di saggi incentrati soprattutto sul tema dei migranti. Ambientata tra i comuni di Carfizzi e Cirò Marina, in Calabria, racconta le vicende della famiglia Arcuri dal 1902 ai giorni nostri. Il famoso archeologo trentino Paolo Orsi arriva sulla collina del Rossarco, appartenente alla famiglia Arcuri, per cercare la mitica città di Krimisa. Presto però la campagna di scavi si tinge di giallo, gli Arcuri si scontrano con le invidie locali ed arrivano anche le intimidazioni mafiose.

    Premio Campiello 2013 – L’amore graffia il mondo, di Ugo Riccarelli

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    Ugo Riccarelli (a destra, nell’immagine di fianco, durante il Premio Strega 2004, che vinse con Il dolore perfetto), è scomparso nel luglio del 2013, poco prima di vincere il Campiello (il premio, infatti, ritirato dalla moglie Roberta, per la prima volta nella storia è stato consegnato postumo). Il romanzo è il ritratto appassionante di una donna bella, forte e determinata, Signorina, che ‘con una generosità istintiva e assoluta’ rinuncia a tutte le sue aspirazioni. Ma è anche la storia di una grande famiglia, in un epoca, il Fascismo, in cui guerra e povertà la fanno da padrone.

    Premio Campiello 2014 – Morte di un uomo felice, di Giorgio Fontana

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    Finalista e vincitore di diversi riconoscimenti letterari, il giovane scrittore lombardo Giorgio Fontana si è aggiudicato il Premio Campiello col romanzo Morte di un uomo felice. La storia racconta del magistrato Giacomo Colnaghi e della sua lotta contro il terrorismo politico nella Milano anni Ottanta; nello stesso tempo è anche la storia del padre, un partigiano morto durante un’azione quando Giacomo era ancora bambino. Tra i libri vincitori del Campiello degli ultimi dieci anni, fa parte di un dittico sulla giustizia iniziato nel 2011 col romanzo Per legge superiore.

    Premio Campiello 2015 – L’ultimo arrivato, di Marco Balzano

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    Il Premio Campiello 2015 è stato vinto da Marco Balzano che, con L’ultimo arrivato, tratta un fenomeno complesso ed assai attuale: l’emigrazione. Ambientato negli anni Cinquanta, racconta l’esperienza di chi è costretto a migrare dal Sud verso il Nord: uomini e donne in cerca di fortuna, ma anche giovani e bambini ancora piccoli, obbligati a trasferirsi lontani dalle loro famiglie. Come il protagonista Ninetto, che lascia la Sicilia per raggiungere Milano.

    Premio Campiello 2016 – La prima verità, di Simona Vinci

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    Oltre al Premio Campiello, dov’è annoverato tra i libri vincitori degli ultimi dieci anni, La prima verità, di Simona Vinci, ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari. Ambientato tra l’isola greca di Leros e Budrio, dove l’autrice vive, racconta di una giovane donna che vuole far luce sui reclusi di un misterioso manicomio-lager. Quest’ultimo, infatti, ha ‘accolto’ non solo folli e malati di mente, ma è stato luogo d’orrore anche per poeti ed oppositori politici, segregati proprio lì dal regime dei Colonnelli.

    Premio Campiello 2017 – L’Arminuta, di Donatella Di Pietrantonio

    Donatella Di Pietrantonio vincitore campiello 2017

    Parlando del Premio Campiello, e dei libri vincitori degli ultimi anni, non possiamo non citare L’Arminuta, il romanzo della scrittrice ed odontoiatra abruzzese Donatella Di Pietrantonio che, con questa bella storia, si è aggiudicata l’edizione 2017. La vicenda, ambientata nell’Abruzzo degli anni Settanta e basata sul tema della maternità, racconta di una ragazzina che un giorno, all’improvviso, scopre di non essere figlia di chi l’ha cresciuta. Costretta a trasferirsi nella sua famiglia d’origine, diventa per tutti l’arminuta, la ‘ritornata’.

    Premio Campiello 2018 – Le assaggiatrici, di Rosella Postorino

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    Il Premio Campiello 2018, infine, ha decretato la vittoria di un’altra scrittrice: si tratta di Rosella Postorino, che ha raccolto il favore dei 300 lettori anonimi con il romanzo dal titolo Le assaggiatrici. Ispirato alla storia, vera, di Margot Wölk (che svelò pubblicamente la vicenda a 96 anni) ha per protagoniste dieci donne che ogni giorno vengono condotte al quartier generale del Fuhrer per assaggiare i pasti a lui destinati. Sullo sfondo la Storia, le difficoltà dell’esercito tedesco, la persecuzione degli ebrei ed il fallito attentato a Hitler.