Così Shakespeare può renderci persone migliori

Un elenco (parziale) di motivi per i quali dovremmo (ri)leggere il Bardo, ancora e ancora

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    Così Shakespeare può renderci persone migliori

    La storia della letteratura può dividersi in due periodi: prima di William Shakespeare e dopo William Shakespeare. L’opera del Bardo rappresenta un punto di svolta nella letteratura mondiale per capacità introspettiva, potenza espressiva e caratterizzazione dei personaggi. Shakespeare è stato poi fondamentale nel fissare le basi della lingua inglese moderna. Il 23 aprile ricorre l’anniversario della morte del Bardo, avvenuta nel 1616 (e forse anche della nascita, che alcune fonti datano al 23 aprile del 1564). Per questo vogliamo enumerare tutti i motivi per cui leggere Shakespeare potrebbe renderci persone migliori.

    Shakespeare arricchirà il nostro linguaggio

    La buona notizia è che la diffusione della tecnologia ci ha messo in condizione di tornare a scrivere: i meno giovani fra noi, dopo gli anni della scuola, avevano smesso di scrivere. Ma verso la fine degli Anni ’90 sono arrivate le mail e gli SMS e abbiamo ricominciato. La cattiva notizia è che la scrittura nell’era delle chat e dei tag si è livellata su uno stadio basico. Leggere Shakespeare può farci riappacificare con la bellezza e la ricchezza della lingua. Le persone che leggono Shakespeare si riconoscono perché non “dicono”. Le persone che leggono Shakespeare “puntualizzano, chiosano, specificano, negano, ribattono, sbottano, evidenziano, spiegano, confessano, bofonchiano, mormorano, sospirano, gemono, gridano, declamano, scandiscono, sillabano, ammoniscono, punzecchiano”. E ancora “suggeriscono, ordinano, spiattellano, narrano, confermano, ribadiscono, ingiungono”, eccetera eccetera eccetera. Il linguaggio di Shakespeare è una ginnastica per la grammatica.

    Shakespeare risveglierà le nostre emozioni

    Siamo homines videntes: la televisione prima, PC e smartphone dopo ci hanno trasformato in fruitori di immagini e di testi veloci. La velocità è inversamente proporzionale alla profondità. E l’immensa profondità della poetica shakespeariana può costringerci a riconsiderare una dimensione che abbiamo trascurato e quasi lasciato atrofizzare: quella dei sentimenti e della capacità di esprimerli.

    Shakespeare ci farà innamorare di nuovo

    Questo punto è strettamente interconnesso al precedente. La vita di coppia si barcamena fra bollette, scadenze, pulizie, lavoro, bambini da scarrozzare dal pediatra, mal di testa, eccetera. L’idillio dei primi anni sbiadisce e soccombe, trafitto dalla routine. Sfogliamo Shakespeare e poi osserviamo il nostro antico amore come Giulietta ammirava Romeo. Oppure leggiamo il Sonetto 17 o il Sonetto 43 e ricordiamoci di quando ci siamo innamorati. Shakespeare potrebbe salvare i nostri rapporti.

    Shakespeare ci farà venire voglia di viaggiare

    Alcune fra le opere di Shakespeare sono ambientate in località che almeno una volta nella vita vanno visitate. Qualche esempio? Il castello di Kronborg ad Helsingør, teatro dell’Amleto; la bellissima Verona, ambientazione di Romeo e Giulietta, che a noi italiani magari non suggerisce granché ma che per uno straniero può rappresentare un incanto; i ruderi del castello di Pontefract, ambientazione del Riccardo II. E anche se non siete degli intellettuali ricordate che in questi posti potete sempre farvi dei selfie, così da sembrarlo. Allo stesso modo leggere il Bardo può solleticare la vostra curiosità e spingervi ad approfondire le storie di personaggi storici come Cleopatra e Giulio Cesare.

    Shakespeare ci farà capire l’origine dei modi di dire

    “I vigliacchi muoiono molte volte prima di morire mentre i coraggiosi provano il gusto della morte una volta sola”: una variazione di questa frase la pronunciò anche Giovanni Falcone. “Il mio regno per un cavallo”. “Questo è il dilemma”. Nella nostra quotidianità utilizziamo spesso e con consapevolezza citazioni tratte dalle opere di Shakespeare. Non tutti fra noi sanno però che molti modi di dire e moltissime parole che utilizziamo ogni giorno sono state inventate dal Bardo. Qui una selezione di 11 parole inventate da Shakespeare. Si tratta solo di una breve raccolta, ma facendo un rapido check su Google potrete trovare dozzine e dozzine di parole inventate da Shakespeare. Ecco per esempio una selezione di 60 parole inventate da Shakespeare stilata dall’Independent.

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    Immagine di MatiasDelCarmine / ShutterStock.com

    Shakespeare ci insegnerà a insultare come si deve

    Quando vogliamo insultare qualcuno in genere lo apostrofiamo con termini anatomici (cogl… testa di c…) o lo accostiamo ai prodotti di scarto della digestione (sei uno str…). Si tratta di insulti estremamente diretti, quanto deboli. Shakespeare ci ricorda che il vero insulto è quello che degrada la dignità e l’essenza dell’essere umano demolendola pezzo dopo pezzo. Qualche esempio?

    SBAGLIATO GIUSTO
    Che palle Sei più noioso di un lungo disgelo (Molto rumore per nulla)
    Va a morì ammazzato Tutte le infezioni che dai botri, dalle paludi, dalli stagni sugge il sole, possan ricadere sopra. Prospero ed ogni pollice del suo corpo coprir di pustole! (La tempesta)
    E’ un’oca Come ti ho sempre detto, la sua bellezza e il suo cervello non camminano insieme (Cimbelino)
    Vattene! Sei veleno per il mio sangue! (Cimbelino)
    Fate schifo! Ed eccovi entrambi come serpenti, che sebbene si nutrano dei fiori più dolci, pur sempre diffondono veleno (Pericle, principe di Tiro)
    Chiudi il becco Di più del tuo conversare infetterebbe il mio cervello (Coriolano)
    Vattene affanc… Non ti si addice alcun luogo fuorché l’Inferno (Riccardo III)
    Porco! Tu, dannata e lussuriosa capra di montagna! (Enrico V)