Mostra di Joan Mirò a Mantova: oltre 130 opere raccontano il grande artista catalano

Mostra di Joan Mirò a Mantova: dal 25 novembre prossimo fino al 6 di aprile 2015 alle Fruttiere di Palazzo Te un'esposizione di oltre cento opere racconterà la carriera artistica del maestro catalano del surrealismo.

Pubblicato da Caterina Padula Giovedì 21 agosto 2014

Una mostra di Joan Mirò è in programma a Mantova dal 25 novembre prossimo al 6 aprile 2015. Le Fruttiere di Palazzo Te, infatti, accoglieranno tra olii, arazzi, bronzi e terrecotte, oltre 130 opere del grande artista catalano, per un’esposizione che ripercorrerà quasi un quarto di secolo – dal 1966 al 1989 – di produzione artistica di uno dei pittori più significativi dell’avanguardia europea del secolo scorso.

Dal titolo ‘Joan Mirò: l’impulso creativo‘, l’esposizione in programma a Mantova è promossa e organizzata dal comune della città, in collaborazione con Fundació Pilar i Joan Miró di Palma di Maiorca, ed illustra, attraverso le sue opere più significative, le diverse tecniche, i mezzi e i materiali che il maestro del surrealismo utilizzò durante tutta la sua carriera artistica. Quattro le aree tematiche in cui è suddiviso lo spazio espositivo a disposizione dei visitatori: il gesto e la grafica, la sperimentazione materica, il trattamento del fondo come punto di partenza creativo e la forza espressiva del nero.

Ma non solo: la mostra dedicata a Joan Mirò a Mantova affiancherà alle opere proposte lungo il percorso anche la ricostruzione dei luoghi nei quali l’artista creò i suoi capolavori, gli Studi Sert e Son Boter, che saranno riprodotti insieme agli oggetti e agli strumenti, pennelli compresi, che l’artista utilizzava e che si sono conservati grazie all’attività della Fondazione Mirò.
All’inaugurazione della mostra saranno presenti Elvira Cámara López, direttrice della Fondazione e curatrice della mostra, Mateo Isern, sindaco di Palma di Maiorca e Joan Punye, nipote dell’artista.

Joan Mirò (1893 – 1983) è stato, oltre che uno dei pittori più influenti del secolo scorso, anche ceramista e scultore. Tra gli esponenti più significativi del surrealismo europeo – André Breton, fondatore di questa corrente artistica, lo descrisse come ‘il più surrealista di noi tutti‘ – si distingue, fin dalle primissime opere, per l’atmosfera ‘sospesa’ e distaccata da qualsiasi volontà rappresentativa, che lo porterà sempre più, nel corso della sua carriera artistica, verso quell’astrazione lirica caratterizzata dalla rappresentazione di segni grafici elementari e da forme in completa libertà. Sperimentando vari tipi di supporti per la propria pittura – dalla carta vetro a quella catramata – si cimenta anche nell’acquaforte, nella litografia, nella scultura e nel murales, realizzando, nel 1947, l’imponente decorazione per l’Hotel Terrace Palace di Cincinnati e, dieci anni dopo, quella del monumentale muro di ceramica per il Palazzo dell’UNESCO a Parigi.
La sua opera, che più che cercare l’astrazione completa mirava piuttosto ad un linguaggio surreale e poeticamente semplificato, nell’ultimo periodo si abbandonerà definitivamente al trionfo fantastico del colore puro, in una libertà gioiosa di forme e di segni.