Strage di Nassiriya, 16 anni dopo l’Italia non dimentica

La mattina del 12 novembre di 16 anni fa a Nassiriya, nel sud dell'Iraq, l'attentato alla base militare italiana che provocò la morte di 28 persone, di cui 19 italiani tra carabinieri, soldati dell'Esercito e civili. Il 10 novembre scorso, a soli due giorni dal sedicesimo anniversario della strage, l'attentato a cinque militari italiani in Iraq

Pubblicato da Luca Fiori Martedì 12 novembre 2019

Strage di Nassiriya
Foto Getty Images | Ceerwan Aziz-Pool

La mattina del 12 novembre di 16 anni fa, 8:40 ora italiana, 10:40 ora locale, a Nassiriya, nel sud dell’Iraq, un camion carico di esplosivo – tra i 150 e i 300 chili di tritolo – irrompe a tutta velocità abbattendosi all’ingresso della base Msu (multinational specialized unit) italiana, provocando la più grave strage di soldati italiani dalla fine della Seconda guerra mondiale: muoiono 28 persone, di cui 19 italiani. Tra questi si contano 12 carabinieri – Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro,  Giuseppe Coletta, Andrea Filippa, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Horacio Majorana, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi, Alfonso Trincone – 5 militari dell’Esercito – Alessandro Carrisi, Emanuele Ferraro, Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Pietro Petrucci – e due civili, il cooperatore internazionale Marco Beci e il regista Stefano Rolla, sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione del Paese. A distanza di 16 anni un nuovo attacco contro cinque militari italiani viene rivendicato dall’Isis.

Strage di Nassiriya: il contesto

Nel mese di maggio del 2003 la guerra in Iraq contro il regime di Saddam Hussein è ufficialmente conclusa. Una risoluzione dell’Onu approvata nello stesso mese invita però gli Stati a contribuire alla rinascita e allo sviluppo dell’Iraq con operazioni di peacekeeping che favoriscano la sicurezza e il mantenimento della pace. In questo contesto si inserisce la missione italiana denominata Antica Babilonia, che vede dislocati contingenti armati italiani nel sud del Paese, con base principale a Nassiriya. Gli obiettivi della missione sono molteplici: dal controllo del territorio al mantenimento dell’ordine pubblico, alla gestione aeroportuale. La mattina del 12 novembre 2003 ad essere colpita dai kamikaze è la base Maestrale, dove sono di stanza i carabinieri italiani. Le proporzioni della strage sarebbero sicuramente state ancora maggiori se il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso, non fosse riuscito ad uccidere gli attentatori impedendo che il camion carico di tritolo esplodesse all’interno della base.

Strage di Nassiriya: le parole del Presidente Mattarella

In occasione dell’anniversario della strage, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha affermato: “L’esempio dei nostri caduti rappresenta un vincolo morale per la continuità del contributo del nostro Paese nei diversi ambiti: le donne e gli uomini presenti nelle diverse aree di conflitto sanno di poter contare sul concorde sostegno del popolo italiano”.