Caso Cucchi, il superteste Francesco Tedesco stringe la mano a Ilaria Cucchi

I rapporti fra Ilaria Cucchi e Francesco Tedesco erano precipitati nel gennaio del 2016 quando la sorella di Stefano Cucchi postò su Facebook una foto di Tedesco al mare

Pubblicato da Redazione NanoPress Martedì 16 aprile 2019

Caso Cucchi, il superteste Francesco Tedesco stringe la mano a Ilaria Cucchi
Il superteste-imputato Francesco Tedesco depone davanti alla Corte d'Assise a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“Mi dispiace”. Si distendono i rapporti fra il carabiniere Francesco Tedesco e Ilaria Cucchi. Dopo l’interrogatorio reso in aula in Corte d’Assise, Francesco Tedesco si è diretto verso la sorella di Stefano Cucchi e tendendole la mano le ha detto “Mi dispiace”.

Tedesco ha ribadito la sua versione dei fatti: “Dopo il primo schiaffo, Stefano non ha avuto il tempo di lamentarsi, non ha gridato. È caduto in terra stordito e non ha urlato neppure dopo il calcio che gli è stato sferrato a terra. Poi, quando l’ho aiutato a rialzarsi, gli ho chiesto come stava e lui mi ha detto di stare tranquillo perché era un pugile. Ma si vedeva che non stava bene”.

I rapporti fra Ilaria Cucchi e Francesco Tedesco erano precipitati nel gennaio del 2016 quando la sorella di Stefano Cucchi postò su Facebook una foto di Tedesco al mare, in un costume succinto che ne evidenziava il fisico possente e curato.
Di fianco alla foto, questa didascalia: “Sto ricevendo numerose telefonate anche di giornalisti su questa fotografia. La prima domanda che mi pongo è: se fosse stato un comune mortale, cioè non una persona in divisa, non ci si sarebbe posto alcun problema. La cronaca nera e piena di ‘mostri’ rei o presunti tali di efferati ed orrendi delitti sbattuti in prima pagina. Sto passando le mie giornate ascoltando quelle intercettazioni. Leggo sul sito del Fatto Quotidiano le infamanti ricostruzioni del mar. Mandolini che si permette di offendere me e la mia famiglia raccontando le sue presunte verità dopo aver taciuto per sei anni e dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere di fronte ai pubblici ministeri. Non sono ipocrita. Questa foto non è uno scatto rubato in violazione della privacy del soggetto ritratto ma è stata addirittura postata dallo stesso sui social network. Questa foto io non l’avrei mai pubblicata ma l’ho fatto solo perché la ritengo e la vedo perfettamente coerente col contenuto dei dialoghi intercettati e con gli atteggiamenti tenuti fino ad oggi dai protagonisti. Per sei anni si è fatto il processo a Stefano e a noi membri della sua famiglia… E quindi io credo che non mi debba sentire in imbarazzo se diventeranno pubblici anche i volti e le personalità di coloro che non solo hanno pestato Stefano ma pare se ne siamo addirittura vantati ed abbiamo addirittura detto di essersi divertiti…”

La pubblicazione della foto aveva mandato su tutte le furie il segretario della Lega Matteo Salvini, che si era espresso in questi termini ai microfoni de La Zanzara: “Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo. Quel post mi fa schifo. Ci sarà un 1% tra chi porta la divisa che sbaglia e deve pagare. Anzi, deve pagare doppio perché porta la divisa. Ma io sto sempre e comunque con polizia e carabinieri. E averne di polizia e carabinieri, come quelli che abbiamo in Italia. La sorella di Cucchi si dovrebbe vergognare, per quanto mi riguarda”.