Torre Maura, rom cacciati dai residenti nella periferia est di Roma

I residenti, supportati dai militanti di Casapound, hanno impedito che i rom entrassero nel centro di accoglienza. Il Comune ha deciso di ricollocare altrove i rom. La Procura indaga per odio razziale

Pubblicato da Redazione NanoPress Mercoledì 3 aprile 2019

Torre Maura, rom cacciati dai residenti nella periferia est di Roma
Un momento della protesta in via dei Codirossoni a Roma per l'arrivo di famiglie rom presso un centro accoglienza, 2 aprile 2019. ANSA/CLAUDIO PERI

Notte di tensione a Torre Maura, periferia est della Capitale: circa 60 persone di etnia rom avrebbero dovuto essere spostate nel locale centro d’accoglienza, ma le violente proteste dei residenti, supportati da Casapound, hanno spinto le autorità ad annullare il trasferimento.

Fra i circa 60 rom che avrebbero dovuto essere trasferiti nella struttura di accoglienza di via dei Codirossoni c’erano 33 bambini e 22 donne, delle quali 3 in gravidanza.

Circa 200 residenti, fra cui donne e anziani, sono scesi in strada sostenuti da Casapound a partire dal primo pomeriggio. La protesta è montata col passare delle ore, fino ad esasperarsi in serata quando i residenti hanno creato barricate con i cassonetti dei rifiuti, alcuni dei quali rovesciati o dati alle fiamme.

Alcuni manifestanti hanno impedito a un fattorino di consegnare dei panini destinati alle famiglie rom, hanno rovesciato a terra i pasti e li hanno calpestati.

Dopo le proteste il Campidoglio ha deciso di destinare i rom ad altre strutture, rendendo nota la decisione con questa nota: “In merito al trasferimento di circa 60 persone rom dalla struttura di via Toraldo a quella di via dei Codirossoni, l’Ufficio speciale Rom sinti e camminanti ha deciso di ricollocare le persone presenti nella struttura presso altri centri d’accoglienza per persone fragili su tutto il territorio romano. […] Le operazioni saranno curate dalla Sala operativa sociale a partire da stamattina e si concluderanno in sette giorni”.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo ipotizzando i reati di danneggiamento e minacce aggravate dall’odio razziale.