Matteo Renzi sui genitori ai domiciliari: ‘Non mollo, attaccate me e non la mia famiglia’

L'ex premier commenta la notizia degli arresti domiciliari dei suoi genitori

Pubblicato da Kati Irrente Martedì 19 febbraio 2019

Matteo Renzi sui genitori ai domiciliari: ‘Non mollo, attaccate me e non la mia famiglia’
Matteo Renzi. ANSA/ANGELO CARCONI

I genitori di Matteo Renzi, Tiziano Renzi e Laura Bovoli, sono agli arresti domiciliari con le accuse di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. Dopo la disposizione da parte della procura di Firenze, il senatore del Pd ha scritto una lunga enews in cui prova a spiegare che la decisione del GIP è sproporzionata alle accuse: “Chi ha letto le carte e ha un minimo di conoscenza giuridica sa che privare persone della libertà personale per una cosa come questa è abnorme”. Lo scrive Matteo Renzi nella , Tiziano e Laura Bovoli.

”Credo nella giustizia, questo è un caso mediatico”

L’ex premier ha commentato a caldo su Facebook la notizia degli arresti domiciliari per i suoi genitori: “Arriveranno le sentenze e vedremo se questi due cittadini settantenni, incensurati, sono davvero i pericolosi criminali che meritano – oggi, casualmente proprio oggi – questo provvedimento”. Il riferimento è al fatto che nella stessa giornata si è tenuto con il voto degli iscritti al Movimento Cinque Stelle su Rousseau per decidere sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per i fatti della nave Diciotti.

“Ho molta fiducia nella giustizia italiana e penso che tutti i cittadini siano uguali davanti alla Legge. Dunque sono impaziente di assistere al processo – dice Renzi – Perché chi ha letto le carte mi garantisce di non aver mai visto un provvedimento così assurdo e sproporzionato. Mai”.

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Pubblicato da Matteo Renzi su Lunedì 18 febbraio 2019

“Arriveranno le sentenze e vedremo chi è colpevole e chi no – scrive Renzi – Da rappresentante delle Istituzioni difendo lo Stato di diritto e chiedo a tutti di credere nella giustizia”. L’ex premier si dice “dispiaciuto” come figlio “per aver costretto la mia famiglia e le persone che mi hanno messo al mondo a vivere questa umiliazione immeritata e ingiustificata” causata, è il suo ragionamento, dal suo impegno con il Pd e nelle istituzioni.

“Se io non avessi fatto politica – è lo sfogo – la mia famiglia non sarebbe stata sommersa dal fango. Se io non avessi cercato di cambiare questo paese i miei oggi sarebbero tranquillamente in pensione”. Ma, avvisa, “voglio che sia chiaro a tutti che io non mollo di un solo centimetro” e dunque “se qualcuno pensa che si possa utilizzare la strategia giudiziaria per eliminare un avversario dalla competizione politica sappia che sta sbagliando persona. Non ho mai avuto così tanta voglia come stasera di combattere per un Paese diverso e per una giustizia giusta”.

E sottolinea: “So ciò che hanno fatto in questi anni alla mia famiglia. E mi basta per dire che non accetteremo nessun processo nelle piazze o sul web”.

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Pubblicato da Matteo Renzi su Martedì 19 febbraio 2019

Le accuse ai genitori di Renzi

Secondo quanto emerso dall’indagine, condotta dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, dall’aggiunto Luca Turco e dal pubblico ministero Christine Von Borries, i genitori dell’ex premier avrebbero provocato “dolosamente” il fallimento di tre cooperative dopo averne svuotato le casse, ricavando così in maniera illecita svariati milioni di euro. Le aziende, a quanto si apprende, sono collegate alla ‘Eventi 6’, la società della famiglia Renzi.

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Nell’ambito della stessa inchiesta è stato arrestato anche l’imprenditore Gian Franco Massone, vicepresidente di una delle coop fallite.