Roma, la madre della bimba picchiata: ‘Giusto che il mio compagno paghi ma non lo lascio’

La piccola, che è stata trasferita al Bambin Gesù, ha riportato un ematoma cerebrale. Sul corpicino morsi e altri segni di violenza

Pubblicato da Kati Irrente Venerdì 15 febbraio 2019

Roma, la madre della bimba picchiata: ‘Giusto che il mio compagno paghi ma non lo lascio’
Pixabay

Aveva destato indignazione il caso di Alice, la bimba di soli 22 mesi arrivata in gravi condizioni all’ospedale di Genzano, vicino Roma, con diversi traumi ed ecchimosi, quasi ridotta in fin di vita, lo scorso mercoledì 13 febbraio. Insieme alla bimba c’era la madre, Sara, che in un primo momento ha dichiarato alla polizia che la figlia aveva avuto un incidente. Poi però ha confessato che è stato il compagno a malmenare la piccola. Che ha riportato un esteso ematoma cerebrale.

La dinamica dell’aggressione

Sara ha dapprima coperto il compagno, parlando di un incidente, appena arrivata in ospedale. Ma sul corpicino della piccola c’erano i segni di morsi e altre ferite compatibili con atti di violenza. Dopo l’intervento dei poliziotti, che l’hanno incalzata a raccontare cosa è successo davvero, la donna ha confessato: è stato il compagno.

L’uomo era da solo in casa con i quattro figli della 23enne, tra cui la bimba e la sua gemellina. La bambina piangeva e lui non riusciva a farla smettere in alcun modo, così ha cominciato a picchiarla brutalmente colpendo varie parti del corpo, del viso e della testa. Addirittura l’ha morsa sulla pancia talmente forte da farle perdere i sensi.

A quel punto l’uomo, il 24enne italiano Federico Zeoli chiama la compagna, che si precipita a casa e porta la bimba in ospedale. La piccola, che ha riportato un ematoma cerebrale ed è stata trasferita al Bambin Gesù, è in pericolo di vita.

L’uomo arrestato: ‘E’ stato un raptus’

In seguito a questo racconto l’uomo è stato quindi arrestato per tentato omicidio. Ha provato a spiegare che il suo gesto è stato conseguenza di un raptus. “E’ stato un raptus. E’ stato un raptus. Non volevo…”, ha detto alla polizia al momento dell’arresto.

La coppia conviveva da due mesi e pare che già in passato la bambina avesse subito maltrattamenti. Il Corriere della Sera scrive che la bambina ha anche delle bruciature di sigaretta sulla schiena e che Federico Zeoli ha precedenti per lesioni e stalking. Ad ogni modo la madre della piccola vittima ha difeso il compagno, spiegando che continuerà a stargli vicino.

Lei: “Non abbandono il mio compagno”

Sara ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero, parlando della relazione con Zeoli: “Lo conosco solo da due mesi ma dovevamo sposarci ad aprile”. “Ci amiamo, con le bambine siamo felici, dormiamo tutti in una stanza e ci vediamo la televisione sul lettone”.

“Sua madre mi ha spiegato che è malato, ha una specie di schizofrenia. Si arrabbia spesso, sbotta, poi si pente ma io non mi arrabbio, lo lascio sfogare”.

“Non ha mai alzato le mani su di noi, a parte qualche sculacciata o rimprovero. Ci tiene all’educazione ma io ho sempre permesso alle bambine di fare come vogliono, insomma ogni tanto fanno cadere qualcosa quando rovistano nei cassetti e lui si arrabbia”.

“Io lo amo, ma non so se riesco a perdonarlo. Lo so cosa penseranno tutti di me, che sono una madre disgraziata, ma lui è la mia vita. E’ giusto che sia in carcere, ma devono aiutarlo perché lui non vuole prendere le medicine. Io comunque non lo abbandono”. E a proposito di Alice: “Non ci credo – dice piangendo – Cosa mi è successo? Non so se vivrà, spero di sì, prego per lei”.

Le bimbe allontanate dalla famiglia

In attesa di sapere come evolverà la situazione, Sara lancia un allarme preoccupante: “Mi hanno preso le bambine (la gemella di Alice e un’altra figlia di 5 anni, ndr), sto aspettando notizie. Ho paura del mio ex, un pregiudicato, mi ha preso a coltellate, è violento, vuole le bambine. Vive a Roma ed è arrabbiatissimo. Non le vede da 4 mesi, sono terrorizzata”, conclude, anche se su Repubblica Roma oggi si legge che l’uomo è in carcere.

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