Bimbo ucciso a Cardito, parla il padre: “La mia ex mi diceva di non chiamare”

Dalle telecamere della tv il padre del piccolo Giuseppe si scaglia contro l'ex compagna, rea di non aver difeso i figli. Intanto dal carcere Tony Sessoubti Badre conferma di aver picchiato a morte il bimbo e la sorellina con calci, pugni e il manico della scopa

Pubblicato da Lorena Cacace Giovedì 31 gennaio 2019

Bimbo ucciso a Cardito, parla il padre: “La mia ex mi diceva di non chiamare”
Il padre di Giuseppe, Felice Dorice, parla ai microfoni di Pomeriggio 5

“Non so come possa essere successo, non mi riesco a dare una spiegazione a questa tragedia. Non capisco tanta crudeltà”. Sono queste le parole di Felice Dorice, il padre naturale di Giuseppe, il bimbo ucciso di botte a Cardito. L’uomo, insieme ad altri familiari, è stato intervistato da Pomeriggio 5 e ha rivelato che l’ex compagna Valentina Casa gli teneva nascosti molti dettagli della loro vita.”Io chiamavo per sapere come stessero i miei bambini, ma lei mi ha detto più volte di non farmi più sentire, che non ero più parte della famiglia”, ha proseguito l’uomo che non si capacita di quanto successo e chiede che sia fatta chiarezza anche sul ruolo della donna. “Chi ha fatto questo deve pagare e se Valentina non ha mai denunciato ed era presente quel giorno deve pagare anche lei”, hanno aggiunto i familiari in trasmissione.

Nel frattempo è arrivata una nuova confessione di Tony Sessoubti Badre dopo quella fatta al momento dell’arresto. Il 24enne, difeso dall’avvocato Michele Coronella, ha parlato col gip dal carcere di Poggioreale e ha confermato di aver ucciso il piccolo Giuseppe e di aver ferito la sorellina Noemi, rivelando altri dettagli: la difesa non ha chiesto misure alternative al carcere.

Secondo quanto riportato dal Mattino di Napoli, l’uomo avrebbe dichiarato di aver fumato molti spinelli quella domenica mattina, come faceva ogni giorno; in seguito avrebbe perso la testa e si sarebbe scagliato contro i due bambini, rei di aver rotto la sponda del letto nuovo, picchiandoli con calci, pugni e anche il manico della scopa.

La confessione di Tony Sessoubti Badre

“Li ho presi a schiaffi, forti. Poi a pugni. Ma loro strillavano e strillavano ancora”, ha raccontato il 24enne agli inquirenti. A un certo punto ha preso la “la mazza della scopa” e ha proseguito il pestaggio, riducendo i due bambini in fin di vita.

Secondo il suo racconto, lui e la compagna, madre dei bambini, avrebbero preso una pomata per curare le ferite dei bambini, in particolare di Giuseppe che era steso sul divano, incosciente ma ancora vivo: quelle due ore sarebbero state fatali per il bimbo, trovato morto dai soccorritori.

Nella confessione, Sessoubti ha cercato di chiarire anche il ruolo della compagna che sarebbe stata presente in casa al momento del massacro e avrebbe cercato di fermarlo senza riuscirci, arrivando a darle un morso sulla testa per allontanarla.

Ci sono però ancora molti dettagli da chiarire, a partire dalla posizione di Valentina Casa e il motivo per cui non ha chiamato i soccorsi mentre il figlio agonizzava sul divano: nessuno ha chiesto aiuto finché intorno a mezzogiorno non è arrivata la mamma di Tony Sessoubti, che ha chiamato i soccorsi, ma per il piccolo Giuseppe era troppo tardi.