Neonato muore per infezione a Brescia, la lettera della mamma: “Voglio la verità”

Terzo decesso in pochi giorni nel reparto di Neonatologia intensiva a Brescia, la ministra invia i Nas. La mamma del piccolo in una lettera: "Voglio la verità, mio figlio ora non c'è più"

Pubblicato da Lorena Cacace Lunedì 7 gennaio 2019

Neonato muore per infezione a Brescia, la lettera della mamma: “Voglio la verità”
Una veduta esterna degli Spedali Civili di Brescia in una foto di archivio ANSA/FILIPPO VENEZIA

“Mio figlio non c’è più e ora voglio la verità”. È la richiesta della mamma del neonato morto per infezione agli Spedali Civili di Brescia lo scorso 5 gennaio. Il piccolo è deceduto a seguito di un’infezione nello stesso reparto di neonatologia che aveva registrato la morte di altri due neonati nei giorni precedenti. Per questo la ministra Giulia Grillo ha deciso di inviare i Nas per un’ispezione che faccia chiarezza sul caso. L’ospedale ha già chiarito che le tre morti non sarebbero collegate e che non ci sarebbe “nessun focolaio e nessuna epidemia” nel reparto di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale, come dichiarato dal professor Gaetano Chirico, primario del reparto. La scorsa estate l’ospedale registrò un’infezione da serratia marcescens nel reparto di terapia intensiva che portò alla morte di un neonato: al momento per quel decesso sono sotto indagine 16 persone tra medici e personale.

L’ultimo caso in ordine di tempo è quello del piccolo Marco, come ricorda il Giornale di Brescia. Il bimbo era nato prematuro di 30 settimane lo scorso 4 dicembre ed era stato ricoverato nel reparto di neonatologia intensiva per tutte le cure del caso fino al decesso, avvenuto per circostanze ancora da chiarire il 5 gennaio: ora sarà l’autopsia a chiarire le cause.

La lettera della mamma: “Voglio la verità”

“Vogliamo la verità, non attacchiamo nessuno ma vogliamo capire come sia accaduto”, scrive ora la mamma in una lettera pubblicata sui quotidiani. Nella missiva, la donna ricostruisce il loro calvario, senza accusare nessuno.

“Marco è nato alla 30ma settimana con cesareo perché io avevo la pressione alta, da lì iniziamo la nostra esperienza in terapia intensiva neonatale agli Spedali Civili di Brescia. Marco subisce un pneumotorace dal quale piano piano ne usciamo. Inizia a mangiare e crescere, da 1050 grammi arriviamo a 1500, iniziamo a poterlo tenere un po in braccio e a toglierlo quindi dalla termoculla. Iniziamo a fare la marsupio terapia ed io sono al settimo cielo, il 29 dicembre ci dicono che non possiamo fare la terapia perché dagli esami pare che abbia in corso un’infiammazione. La mattina dopo, il 30, mi chiamano e mi dicono che il bambino è peggiorato e hanno dovuto intubarlo a causa di uno shock septico, quando arrivo in ospedale noto che nella stanza manca la culla di una bimba e scopro poco dopo che la piccola è morta durante la notte”.

La situazione precipita all’improvviso. “Mi dicono che Marco ha preso un batterio, non si sa quale e parlano di sepsi, fatto sta che da quel giorno è il declino, Marco non respira più autonomamente, non fa pipì ed iniziano una serie di terapie che però non portano a grandi risultati. E oggi 5 gennaio poco dopo le 18 il suo cuore ha ceduto”.

Il dubbio che si insinua nella famiglia è che il piccolo possa essere stato vittima di un’infezione che già aveva colpito altri bimbi. “Il giorno prima il suo vicino di letto è morto per motivi ignoti. Ora sono 3 bimbi deceduti in meno di una settimana di cui 2 con infezione batterica sicura – continua la mamma che ricorda quando il reparto fu chiuso la scorsa estate “per il diffondersi di un batterio septico che provocò 3 decessi e 10 contagi”.

“Non accuso nessuno di negligenza, ma voglio sapere cosa è accaduto, visto che ho esposto anche al primario dei dubbi sulla sterilità e su alcune cose secondo me poco adeguate in un reparto simile. Mio figlio non c’è più ma altri bambini potrebbero star male”, si conclude la lettera.

La Ministra Grillo invia i Nas

Sul caso è intervenuta anche la ministra della Salute che ha inviato i Nas per procedere all’ispezione. “È necessario fare chiarezza per capire se ci sia correlazione tra i diversi casi”, ha spiegato Grillo che ha espresso ai genitori dei piccoli il suo cordoglio. “Lo dobbiamo a questi bambini che non hanno fatto in tempo ad affacciarsi alla vita, ai loro familiari che abbraccio in questo momento di dolore, e anche a chi lavora con impegno e serietà ogni giorno in una struttura eccellente com’è l’ospedale bresciano” ha concluso la ministra.

Anche la Regione si è mossa, come ha ricordato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera che ha espresso il cordoglio di tutta l’assemblea regionale alle famiglie colpite. “Abbiamo dato mandato all’Agenzia di Tutela della Salute di Brescia di disporre una commissione d’inchiesta regionale al fine di avviare tutti i controlli necessari per accertare le cause dei tre decessi. Abbiamo, inoltre, dato immediatamente mandato all’ATS Brescia di avviare i controlli sulle procedure messe in atto”, ha dichiarato Gallera.

L’ospedale: “Nessuna epidemia”

Secondo quanto dichiarato dall’ospedale, non ci sarebbe nessuna epidemia in corso, come ha ricordato in una nota il professor Gaetano Chirico, direttore dell’Unità operativa dove sono avvenuti i decessi. “Notizie come queste rischiano di generare timori e allarmismi non giustificati”,m ha spiegato il professore. Nel caso specifico di Marco ci sarebbero state complicanze dovute alla situazione generale del piccolo. “Purtroppo questi episodi tra bimbi nati di peso molto basso rientrano nella casistica”, ha spiegato il professor Chirico. “Per una triste coincidenza nel nostro reparto altri due bambini sono deceduti nell’ultimo periodo ma allo stato non c’è alcuna correlazione tra i casi. La situazione clinica dei bambini era completamente diversa. Sono già stati eseguiti accertamenti sui pazienti, quello che possiamo escludere è che vi sia in atto un focolaio epidemico”.