Schiaffi e maltrattamenti ai bambini, maestre licenziate in tronco

Le insegnanti sono stare lasciate a casa prima della sentenza definitiva: le prove delle violenze, secondo il gip "granitiche", hanno convinto il Comune di Roma ad agire in anticipo sulla magistratura

Pubblicato da Lorena Cacace Venerdì 14 dicembre 2018

Schiaffi e maltrattamenti ai bambini, maestre licenziate in tronco
Immagine by Pixabay

Bambini presi a schiaffi, maltrattati e spintonati, persino lasciati soli al buio per ore. Per questo alcune maestre della scuola d’infanzia Papero Giallo, al Torrino, quartiere periferico di Roma, sono state licenziate in tronco dall’amministrazione comunale senza aspettare la sentenza definitiva. Il Campidoglio ha infatti deciso di avviare il procedimento basandosi sulle prove raccolte dai Carabinieri grazie alle telecamere nascoste. Le immagini erano inequivocabili: bimbi di età compresa tra i 19 e i 32 mesi picchiati e aggrediti con violenza da parte delle maestre che ora sono in attesa del processo.

Tutto è iniziato grazie alla segnalazione di quattro genitori che hanno notato l’atteggiamento dei figli, sempre più restii ad andare a scuola, spesso chiusi in se stessi che, in alcuni casi erano arrivati a mimare le percosse ricevute.

Le prove, aveva scritto il gip a settembre nell’ordinanza cautelare, sono “granitiche”: da qui la decisione del Comune di licenziare le insegnanti, di età compresa tra i 52 e i 65 anni anche prima della sentenza della magistratura.

Le angherie erano psicologiche e fisiche. I bambini venivano insultati: “Sei proprio un idiota”; “Sai che somigli alla mamma? Avete la stessa faccetta da c…”; “Pensa quanto rompe il c… tua nonna”.

Non solo: schiaffi, spintoni, strattoni fino all’episodio più inquietante risalente al giugno scorso quando due bambini sono stati trascinati a forza in una stanza buia e lì sono rimasti per un’ora, nonostante i pianti disperati. La maestra, sentendoli piangere, li aveva presi anche a schiaffi, mentre la collega aveva detto agli altri bimbi di alzarsi la maglia fin sopra l’ombelico per prendere freddo e ammalarsi per non tornare a scuola il giorno dopo.