Anziani maltrattati, sequestrato l’ospizio degli orrori: “Se suoni ti spezzo le gambe”

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Le intercettazioni e le indagini hanno svelato gli orrori a cui venivano sottoposti gli ospiti della casa di cura "La Collina" a Mondaino, provincia di Rimini: arrestata la titolare

Pubblicato da Lorena Cacace Venerdì 14 dicembre 2018

Anziani maltrattati, sequestrato l’ospizio degli orrori: “Se suoni ti spezzo le gambe”
Fermo immagine tratto dal video riguardante l'operazione dei Nas dei Carabinieri che hanno fatto irruzione nella casa di riposo 'La Collina' di Mondaino, un vero e proprio ospizio-lager dove gli anziani venivano maltrattati. ANSA/UFFICIO STAMPA CARABINIERI

Anziani e pazienti psichiatrici maltrattati fisicamente e psicologicamente, con insulti e violenze. La magistratura ha sequestrato la casa di cura per anziani “La collina” a Mondaino, un paesino della Valconca in provincia di Rimini, arrestando la titolare Maria Luisa Bulli, 57 anni, con l’accusa di abbandono di persone incapaci, e l’infermiere Riccardo Bruno: altre cinque risultano indagate. La struttura è stata definita dagli inquirenti “l’ospizio degli orrori”, un ospizio-lager e a ben ragione, almeno stando alle intercettazioni che hanno incastrato la donna. “Se suoni il campanello ti spezzo le gambe” e altre minacce dirette verso gli ospiti della struttura lasciati spesso in balìa di se stessi, senza cure e senza neanche le medicine salvavita.

Le indagini, condotte dai Carabinieri, sono nate dalle segnalazioni di una parente di un ospite che ha trovato il congiunto, paziente psichiatrico, con un occhio nero. Anche il medico che andava a visitare gli ospiti si era accorto delle violenze e così si era recato dai Carabinieri e in Procura per denunciare il tutto, non prima di aver chiuso la collaborazione.

Il dottore aveva raccontato dei disagi a cui venivano sottoposti anche i lavoratori interni, tra turni massacranti, stipendi non pagati del tutto e la proposta di allettare il maggior numero di pazienti in modo da pagare meno personale possibile.

Il peggio però era il trattamento a cui venivano sottoposti i pazienti. Il medico ha raccontato di aver trovato persone con piaghe da decubito sviluppatesi da una settimana all’altra, segno che in sette giorni nessuno aveva mai cambiato posizione al paziente.

Persone disidratate e in stato soporifero perché imbottite di farmaci e tranquillizzanti e non solo: secondo il racconto del medico c’erano turni non coperti da alcun infermiere e questo portava a non somministrare farmaci salvavita ai pazienti.

Ad aggiungere altro orrore i maltrattamenti. Gli anziani cadevano molto più del normale e venivano lasciati soli sul pavimenti, sporchi e mezzi nudi, in condizioni igieniche precarie: quando i militati dell’Arma sono entrati nella struttura per il sequestro hanno trovato 36 ospiti tenuti in condizioni disastrose, con persone che chiedevano cibo e un odore nauseabondo ovunque.