Don Favarin contro l’ipocrisia del presepe: ‘Gesù era un migrante, Salvini li lascia per strada’

'Ci vuole una coerenza umana e psicologica', continua il prete. 'Applaudire il decreto sicurezza di Salvini e preparare il presepe è schizofrenia pura. Come dire: accolgo Dio solo quando non puzza, non parla, non disturba'.

Pubblicato da Kati Irrente Lunedì 3 dicembre 2018

Don Favarin contro l’ipocrisia del presepe: ‘Gesù era un migrante, Salvini li lascia per strada’
Il presepe settecentesco allestito presso la la sede della Regione Liguria in piazza De Ferrari, Genova, dicembre 2016. ANSA

Dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini sui presepi nelle scuole riportate anche da NanoPress, da Padova arriva la risposta di Don Favarin che si schiera contro l’ipocrisia di chi allestisce la natività e poi non aiuta il prossimo: “Ipocrita fare il presepio, Gesù era un migrante e noi li lasciamo per strada”. E in riferimento al decreto sicurezza di Salvini chiosa: “Applaudire le sue politiche e poi preparare le statuette è schizofrenia pura. Un Natale senza il simbolo della Natività è più coerente con questo clima volgare”.

Don Luca Favarin svolge la sua attività nella Diocesi di Padova e gestisce nove comunità con la cooperativa Percorso Vita che aiutano centinaia di ragazzi migranti, per lo più africani.

Il prete attacca l’ipocrisia del presepe

In questo periodo che precede il Natale, il prete contro cita il presepe, uno dei simboli per eccellenza del Natale, per evidenziare la contraddizione che emerge in coloro che allesticono la scena della Natività dimenticando i bisognosi: “Il nuovo decreto sicurezza costringe le persone a dormire per strada, quindi l’Italia si è schierata per la non-accoglienza”, ragiona il prete. “Poi però, a casa, tutti bravi a esibire le statuette accanto alla tavola imbandita, al caldo del termosifone acceso”.

E ancora: “Oggi fare il presepio è ipocrita. Il presepe è l’immagine di un profugo che cerca riparo e lo trova in una stalla. Esibire le statuette, facendosi magari il segno della croce davanti a Gesù bambino, quando poi nella vita di tutti i giorni si fa esattamente il contrario, ecco tutto questo lo trovo riprovevole”.

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“Ci vuole una coerenza umana e psicologica”, continua il prete. “Applaudire il decreto sicurezza di Salvini e preparare il presepe è schizofrenia pura. Come dire: accolgo Dio solo quando non puzza, non parla, non disturba. Lo straniero che incrocio per strada, invece, non lo guardo e non lo voglio”. Ancora: “Credo che un Natale senza presepio sia più coerente con questa pagina volgare e infame della storia del nostro Paese. Va in scena il teatrino del Natale e poi si lascia morire la gente per strada. Vorrei ricordare ai cristiani che ci sono migliaia di Gesù-bambino in giro per le strade, sotto i ponti”.

Quest'anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni..Non farlo per rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo per rispetto dei poveri…

Pubblicato da Luca Favarin su Domenica 2 dicembre 2018

Luca Favarin ha scelto la domenica mattina, nel momento della messa settimanale, per scrivere su Facebook un post con il suo pensiero: “Quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni. Non farlo per rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo per rispetto dei poveri”.

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