Chiedeva soldi ai parrocchiani per le slot machine, prete trasferito: “Ci ha derubati”

A Verona il parroco della chiesa di San Giovanni Battista in Tomba Extra ha dilapidato 900mila euro, raccolti tra i fedeli con la scusa della carità verso i poveri, alle slot machine

Pubblicato da Lorena Cacace Lunedì 3 dicembre 2018

Chiedeva soldi ai parrocchiani per le slot machine, prete trasferito: “Ci ha derubati”
Una persona gioca alle slot machine ANSA/FABRIZIO CUSA

Chiedeva soldi ai parrocchiani da anni con la scusa di aiutare i poveri e li giocava alle slot machine. Don Giuseppe Modena, per 10 anni parroco a San Giovanni Battista in Tomba Extra a Verona, è stato trasferito dalla Curia, non prima di essere stato mandato in un centro nel milanese per curare la ludopatia, ma ora i fedeli chiedono la restituzione dei soldi. Secondo molti, il prete li avrebbe derubati, fingendo di chiedere offerte a chiunque, famiglie e anziani, arrivando a una cifra che, a detta dei parrocchiani, potrebbe arrivare a 900mila euro in totale. Oggi i fedeli si sono rivolti alla Curia e al vescovo per riavere indietro il denaro.

I parrocchiani sono molto delusi. Don Giuseppe arrivò nel 2007 e fu subito molto amato: per 10 anni ha guidato la comunità benvoluto ma presto sono iniziati anche i problemi. Le richieste di denaro si sono fatte sempre più pressanti ma i soldi raccolti finivano nelle slot machine e non in opere di carità.

Il trasferimento come direttore del Centro Diocesano di Spiritualità San Fidenzio arriva nel 2017, in contemporanea con un periodo di cura in un centro specializzato.

La cifra è importante, quasi un milione di euro, e sembra confermata dalla stessa Curia in una comunicazione firmata dal vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Zenti. “Stiamo affrontando il problema e stiamo cercando soluzioni”, ha spiegato il portavoce del vescovo alla stampa locale, invitando i fedeli a rivolgersi alla Curia per riavere il denaro.