Costretta a dormire a testa in giù in gabbia, muore bambina di 19 mesi

Torturata nel lettino e costretta a dormire a testa in giù completamente al buio, così è morta una bambina di appena 19 mesi nel Regno Unito. Condannati a 10 anni madre e compagno

Pubblicato da Diego Barbera Lunedì 19 novembre 2018

Costretta a dormire a testa in giù in gabbia, muore bambina di 19 mesi
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Orribile morte quella che ha riguardato la piccola Ellie-May Minshull che a soli 19 mesi era stata legata a testa in giù nella sua culla, peraltro chiusa come se fosse una gabbia. La bambina è stata così trovata senza vita e i genitori – o meglio dire la madre e il compagno – sono stati fortunatamente condannati per questo crimine insostenibile. Una vicenda davvero da film horror, ma che purtroppo si riferisce alla realtà, quella che arriva dal Regno Unito, dalla città di Preston nel Lancashire.

Aveva appena 19 mesi la piccola Ellie-May Minshull che è morta nel suo lettino a seguito di quelle che si possono considerare senza ombra di dubbio vere e proprie torture. Di recente, è arrivata anche la decisione finale del giudice che ha spedito per direttissima madre e compagno in carcere condannandoli per 10 anni.

L’orribile vicenda

Sarà dunque di 10 anni la condanna stabilità dal giudice nei confronti di Lauren Coyle, madre di Ellie-May Minshull, e del suo partner peraltro ormai ex chiamato Reece Hitchcott. Entrambi davvero giovanissimi, appena vent’anni e originari della cittadina di Preston nel Regno Unito.

Orripilante lo scenario che si era mostrato davanti alla polizia una volta sopraggiunti sulla scena del crimine: un lettino modificato appositamente proprio per torturare la bambina visto che era costretta a dormire a testa in giù. Peraltro completamente al buio visto che le lenzuola coprivano il letto e la porta era ermeticamente chiusa.

Una condizione insostenibile per il gracile corpicino che purtroppo non ha retto e la bambina è morta. Le evidenze erano più che sufficienti per incriminare i due ventenni che sono stati messi subito a processo e condannati per aver causato la morte dell’infante. Naturalmente, la città ha saputo della vicenda ed è sgomenta davanti a questo fatto di cronaca, soprattutto – come è più che ovvio – il padre biologico della bambina.