Padre single adotta una bimba down rifiutata da sette famiglie: la storia di Luca

'Un figlio disabile non è una opportunità di serie b, ma una scelta consapevole rispetto alla mia vocazione e alle mie capacità', afferma Luca Trapanese

Pubblicato da Beatrice Elerdini Giovedì 8 novembre 2018

Padre single adotta una bimba down rifiutata da sette famiglie: la storia di Luca
Foto: Facebook

La vita ha messo subito Alba davanti a una dura prova. La piccola è nata con la sindrome di Down ed è stata abbandonata in ospedale dalla sua mamma. Immediata la ricerca di una coppia di genitori adottivi. Ben sette famiglie contattate rifiutano di adottarla. Non riescono ad affrontare l’idea di accudire e crescere una bambina con la sindrome di Down. Alba ha però fatto subito breccia nel cuore di Luca, un uomo single e omosessuale. In Italia raramente è consentita l’adozione da parte dei single, ancor più difficile se si tratta di gay. Nonostante ciò, alla fine la piccola viene affidata proprio a Luca.

Quando Alba compie un anno, Luca Trapanese è alla conclusione dell’iter per l’adozione. E’ ufficialmente un papà. Ora la storia di un padre single e la sua bambina speciale è diventata un libro. A scriverlo proprio Luca.

‘Non avevo nessuna paura di adottare un bambino disabile. Era un’idea maturata in passato, con il mio compagno Eduardo, dal quale poi però mi sono separato. In realtà prima pensavamo di ricorrere a una madre surrogata, poi capimmo di poter dare un’opportunità a un bambino difficile da collocare. Da quando avevo 14 anni faccio volontariato e lavoro con disabili e quindi ritenevo di avere gli strumenti adatti per farlo. Dopo la separazione con il mio compagno, è stata l’opzione che per me ha prevalso. Così ho fatto richiesta nel registro speciale che consente ai single di adottare in condizioni particolari’. Ha raccontato il neo papà al Corriere del Mezzogiorno.

Luca ha anche confidato di non aver mai affrontato le difficoltà iniziali che la disabilità porta con sé. ‘Le mamme mi cercano, mi dicono che sono fortunato perché non ho avuto quei momenti iniziali di difficoltà ad accettare la disabilità. Quando arriva un figlio hai tante aspettative, vuoi che sia migliore di te, che faccia cose grandiose… il disabile distrugge queste aspettative, è il simbolo di un fallimento genetico. Poi quasi sempre diventa un figlio amatissimo. Io non ho vissuto questo drammatico inizio, ero già preparato’.

Le figure femminili nella vita di Alba

A chi si domanda se l’assenza di una mamma possa essere un problema per il percorso di crescita di Alba, Luca risponde: ‘Credo che sarà una bambina felice, come lo sono io con lei. Nella sua vita ci sono tante figure di riferimento, a cominciare dalla tata Luisa e dalla sua madrina che è una delle mie migliori amiche oltre che coordinatrice di -A ruota libera-. Poi ha anche due nonne’.

Il neo papà ha spiegato subito l’arcano: ‘Qualche tempo fa sono stato legalmente adottato da una signora che ha un figlio disabile, che ora è mio fratello. Lei ci teneva che me ne occupassi io quando sarà solo e quindi ho due mamme. Le nonne sono affettuosissime con la nuova arrivata, come cugini e zii. E’ con me che Alba mostra l’attaccamento maggiore, sa che sono io la sua famiglia’.

Luca, un volontario da sempre

Luca Trapanese si occupa di volontariato da sempre. E’ il fondatore dell’associazione ‘A ruota libera’, che si occupa proprio di ragazzi Down, e de ‘La casa di Matteo’, impegnata con i bambini gravemente ammalati. Inoltre ha fondato ‘Il borgo sociale’, a Marzano Appio, con tre residenze, fattoria, apicultura e diverse altre attività per l’inserimento dei disabili nella vita lavorativa in piena autonomia.