Stupro al centro massaggi di Cava de’ Tirreni, così il branco ha soggiogato il 17enne

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo adolescente e fragile vittima del branco sarebbe stato soggiogato psicologicamente.

Pubblicato da Kati Irrente Giovedì 25 ottobre 2018

Stupro al centro massaggi di Cava de’ Tirreni, così il branco ha soggiogato il 17enne
Centro massaggi. Foto Pixabay

Per lo stupro di gruppo di un 17enne nel centro massaggi di via Talamo a Cava de’ Tirreni, lo scorso maggio, in apertura dell’udienza preliminare, i tre presunti autori hanno chiesto, tramite i loro legali, il giudizio abbreviato. L’udienza è stata poi rinviata a ottobre per la requisitoria. Il sostituto procuratore Elena Guarino ha dunque raccontato in aula come si sarebbero svolti i fatti. Pesanti le pene chieste ai tre uomini accusati delle violenze sessuali di gruppo. Per la sentenza bisognerà attendere il prossimo mese di dicembre.

Alla sbarra con procedimento abbreviato ci sono Giuseppe Alfieri, 53enne di Cava de’ Tirreni, Salvatore Ultimo, 72enne di Nocera e Simeone Criscuolo, 53enne residente a Vicenza ma originario di Agerola. Secondo le accuse Alfieri adescò il 17enne promettendo loro un lavoro come modelli per sponsorizzare le attività del centro massaggi.

Lo stupro seguito da minacce

I due ragazzi si sono costituiti parte civile. Durante il procedimento hanno raccontato che il titolare della struttura, in due diverse occasioni, avrebbe iniziato a simulare un massaggio per poi arrivare a vere e proprie manipolazioni intime, fino alla masturbazione.

Tali pratiche sarebbero state filmate con il fine di minacciare il 17enne di diffondere quei video. Gli era stato detto che tutti gli amici avrebbero saputo che era gay ricevendo il filmato. Per evitarlo doveva continuare a frequentare il centro massaggi.

Un anno dopo queste minacce, quindi nel 2016, sarebbe avvenuta la violenza sessuale di gruppo. Di cui rispondono i tre imputati e una quarta persona rimasta ignota, perché durante la violenza aveva il volto coperto da una maschera.

La requisitoria

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ragazzo vittima del branco sarebbe stato soggiogato psicologicamente. I tre avrebbero approfittato della condizione di fragilità del ragazzo adolescente, che soffre di un leggero deficit mentale. I tre avrebbero quindi spinto il giovane a concedersi contro la sua volontà. Prima manipolandolo e praticando sesso orale, poi con l’aiuto di pupazzi con cui venivano simulati atti sessuali. Infine con lo stupro di gruppo vero e proprio.

Le pene richieste

Il pm Guarino ha chiesto dieci anni di carcere per Giuseppe Alfieri e nove per gli altri imputati, Simone Criscuolo e Salvatore Ultimo.