‘Non voglio essere servita da un negro’, la storia di Emmanuel Asiedu che fa il cassiere a Varese

Pubblicato da Kati Irrente Mercoledì 17 ottobre 2018

‘Non voglio essere servita da un negro’, la storia di Emmanuel Asiedu che fa il cassiere a Varese
Foto da Mattino Cinque

Emmanuel Asiedu vive da diversi anni in Italia e la storia dell’aggressione che ha subito nel negozio dove lavora come cassiere ha fatto il giro delle bacheche social. L’uomo, di origini ghanesi, risiede da ben 10 anni in Italia. Il fatto di essere stato insultato da una signora per il suo colore della pelle lo ha dispiaciuto, ma ci ha tenuto a precisare che non crede che tutti gli italiani siano razzisti.

La storia di Emmanuel Asiedu è andata a finire su diversi giornali, e pure in televisione. La sua testimonianza in diretta da Varese è andata in onda, tra l’altro, a Mattino Cinque.

La signora che lo ha offeso dicendo di non volere essere servita da un negro ha poi lanciato vero di lui alcuni oggetti, compreso una lattina di birra. Emmanuel durante l’aggressione ha pensato che la signora potesse stare male: “Sinceramente ho provato a mettermi nei suoi panni. A cercare di capire, a chiedermi se avesse bisogno di aiuto”.

La solidarietà della collega

A difendere il lavoratore ghanese è stata una delle sue colleghe del supermercato di Varese: ”La mia reazione è stata naturale, ho agito d”istinto e con il cuore. Quando è avvenuta quella scena ero mortificata e ho visto negli occhi di Emmanuel molto dispiacere”.

“Quando si è seduto in cassa – ha proseguito la giovane – la signora ha inveito contro di lui con frasi razziste, sostenendo di non voler essere servita da Emmanuel. Successivamente, quando ha provato a farsi servire da me, mi sono rifiutata. Se non era disposta a farsi servire da lui non l”avrei servita neanche io”, racconta.

Poi, il giovane invitato nella trasmissione televisiva condotta da Federica Panicucci ha commentato la vicenda. “Sono più di dieci anni che sono in Italia, non l’ho mai considerato un Paese razzista. Se io sono educato nei tuoi confronti, credo di meritarmi il tuo rispetto. Tutto qua”.